mercoledì 28 agosto 2013

Vi racconto una storia

Casa dei miei genitori d'estate diventa il ritrovo della famiglia mia tutta. Prima Ciccio, poi mia sorella, adesso invece è la volta di mio fratello e consorte.
Certo, è una gran rottura di coglioni essere svegliata alle sei del mattino o nel cuore della notte dal nipotino di turno. Così come non è affatto simpatico dover condividere per due settimane la stanza con il nipote quattordicenne (specie se il nipote quattordicenne passa tutto il tempo ad architettare scherzi di dubbio gusto e ti fa rischiare ogni volta l'infarto).

Alla fine però, avevo proprio bisogno di vivermi la mia famiglia senza cazzi né mazzi, godermeli mentre sono tutti belli felici e rilassati in vacanza.
Purtroppo, ahimè, io lavoro adesso. Non riesco a trascorrere molto tempo con loro, ma quando capita, ne sono davvero felice.

L'altro giorno eravamo tutti a tavola: io, i miei genitori, mio fratello, mia cognata e Ciccio.
Ad un certo punto, non so per quali strane associazioni mentali, mi viene in mente questo divertente episodio risalente a tanti anni fa.

Guardo mio fratello e gli dico: "Oh, ma te la ricordi la storia del fantasma?"
"La storia del?"
"La storia del fantasma!Io avevo quattro anni!"
"Ah cazzo, sì!"

E iniziamo a ridere come pazzi.
Ecco, questa storia la voglio condividere con voi. Godetevela.

Allora, mettetevi comodi, prendete una coperta e infilatevici dentro.
Fa troppo caldo?
E allora andate in Lapponia/accendete l'aria condizionata/buttatevi nel frigorifero. Insomma state al freddo e copritevi con 'sta cazzo di coperta, altrimenti non c'è atmosfera
Niente luce.
Tanto vi basta quella del pc.

Siete pronti?

Bene, ecco a voi:

"Mio fratello e il fantasma del natale passato" (scritto da LiLLy, performed by mio fratello)

Allora, tutto incomincia da me. Che io ho sempre avuto questa mania dell'essere indipendente.
Mania che da bambina si traduceva con l'esigenza di crearmi uno spazio tutto mio. Condividendo all'epoca la stanza con mia sorella, questo mio desiderio era difficilmente concretizzabile.
Sicché mi venne la mania delle tende.
Volevo una tenda mia e starci dentro da sola, per i cazzi miei.

"Mamma me la prendi una tenda?"
"Ma che te ne fai di una tenda che non andiamo manco in campeggio noi?"
"La uso qui"
"Ma se non abbiamo nemmeno il giardino!"
"Qui, la metto qui, in salotto"
"Ma per favore..."

Capii che la tenda me la dovevo costruire da sola.
Mi serviva un oggetto lungo, tipo un bastone che però rimanesse in piedi da solo. Poi mi sarebbe bastato buttarci sopra un lenzuolo e la tenda sarebbe stata bella che fatta.
O almeno, questo era quello che pensavo io.
All'epoca non avevo alcuna, seppur minima nozione, non dico di architettura di base, ma proprio di geometria.
"Adesso ce le avrai no 'ste nozioni di base, no?"
Adesso 'sto combinata peggio di prima.
Ad ogni modo, volevo costruirmi una tenda e in casa non trovavo un oggetto adatto all'uopo.

Beh. Arriva Natale e qualcuno mi regala questo stupendissimo giocattolo, molto in voga negli anni '80 tra noi bambine, l'antenato del "Canta Tu" (e qui volevo mettervi il link con la foto. Peccato che non ho trovato nulla in tutto il web. Quando capisco che anche internet ha dei limiti mi sento male. Comunque si trattava di un microfono, con asta e un piccolo amplificatore che aveva un tasto a forma di stella per regolare il volume. Se qualcuno dovesse per caso sapere come si chiama ne sarei stra felice).
Quando vidi il mio regalo, microfono e amplificatore proprio non me li sono cagati di striscio. Un solo elemento attirava la mia attenzione: l'asta.
Finalmente potevo costruire la mia tenda.

Andai da mia mamma e mi feci dare un vecchio lenzuolo bianco, lo misi in cima all'asta e piazzai la mia tenda nel corridoio che dall'entrata di casa portava in salotto.
Certo, io mi immaginavo una roba un po' diversa. Tipo che in tenda ci potevo giocare, farci la merenda, invitarci gli amici.
In realtà la superficie calpestabile sarà stata di tre centimetri quadrati e starci dentro dava più la sensazione di essere avvolti in un sudario. Io però avevo la MIA tenda e mi sentivo la bambina più felice sulla faccia della terra.
Questa gioia infinita ebbe vita molto breve purtroppo.

Quella notte accadde l'irrimediabile.
Mio fratello tornò a casa molto tardi.
Probabilmente aveva alzato il gomito. E anche tanto.
Lui non ha mai fatto cenno alcuno all'alcool, ma non può esserci altra spiegazione logica.
Davvero, non esiste.
Beh.
Arriva a casa.
Entra.
Fa qualche passo nel corridoio.
E di punto in bianco cosa si trova a pochi centimetri dal suo naso?
La mia tenda, o meglio, a detta sua: "Un lenzuolo bianco, molto sinistro, sospeso in aria come per magia".
E secondo voi quale pensiero gli è balenato per la testa in quel momento?
"Oh mio dio, fammi capire bene che cazzo è 'sta roba che mi trovo davanti"?
"Oh mio dio, la devo smettere di bere"?
No, macché.
Lui ha pensato "E sticazzi, un fantasma!!!!!"
Ne seguì una scena degna della peggiore pellicola horror, low cost di tutta la storia del cinema. Altroché "Paranormal Activity".
Con il terrore dipinto negli occhi, quella povera anima di mio fratello, non s'arrese  al suo triste destino ma reagì.
E iniziò a prendere a calci il fantasma.
O meglio, iniziò a prendere a calci la mia tenda.
Quando si accorse che il materiale che si trovava davanti non era poltergeist ma un fottutissimo lenzuolo su cui era avvolta l'asta del microfono-giocattolo di sua sorella quattrenne, ormai il gioco era fatto.
L'asta era spaccata in due.
Sicché l'idiota, resosi finalmente conto di quanto fosse idiota, decise di far sparire il corpo del reato e se ne andò a dormire.

Il mattino seguente, io ero felicissima e non vedevo l'ora di buttarmi dentro la mia tenda.
Immaginate la mia faccia quando arrivata in corridoio vedo l'amplificatore, il microfono, ma non la tenda.

Il pomeriggio, quando finalmente l'idiota, dopo la notte brava a base di alcool e lotte con i fantasmi, si alzò dal letto e ci degnò della sua presenza, avvenne la confessione:
"Scusami, mi devi scusare tantissimo. L'asta del microfono te l'ho rotta io. l'ho dovuta buttare L'ho presa a calci per sbaglio"
"L'hai presa a calci per sbaglio?"
"Pensavo fosse un fantasma"
"Un fantasma???"
"Mi sono spaventato tantissimo"

Una bambina che si sente dire così dal fratello diciannovenne cosa deve pensare?
"In che cazzo di famiglia sono finita?"
"C'è un numero verde preciso da chiamare in questi casi?"
"Se mio fratello vede i fantasmi, mia sorella vola sui mini-pony?"
"In 'sta cazzo di casa non puoi fare niente, manco tenere una merda di tenda in corridoio"?

No, a me quella storia mi fece schiattare dalle risate.

E finì tutto bene, con mio fratello che mi prometteva di ricomprarmi un microfono nuovo il prima possibile.
Siccome però mò sono 25 anni che aspetto, a questo punto sarei proprio curiosa di ripetere l'esperienza, riprendere il tutto e metterlo su youtube.

Muahahahahaha!!!!

Morale della storia: larga la foglia, stretta la via, se vedi un fantasma controllati l'alcolemia

P.S.: Ma la cosa più divertente di tutte sapete qual è? Che alla fine in una tenda vera e proprio non ci sono mai stata, ci credete?

16 commenti:

  1. Ohhhh Lilly,mi sono fatta un sacco di risate :-) digli a tuo fratello che è proprio un pirlun!.
    Certo però che l'asta te la poteva ricomprare :-).
    Mai dire mai, magari una tenda ti aspetta sulla via.
    Un abbraccio
    Buona giornata

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    1. Tranquilla Carola, glielo ripeto tutti i giorni che è pirla, ma a 'sto giro glielo dirò una volta in più! (tanto male non gli fa)

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  2. Ahahahahahah! Ohohohohoho!!
    Mi devi avvertire prima! Sono in ufficio che rido da solo come un pirla davanti al pc!
    Va bene che i colleghi sono abituati alla mia follia, ma insomma :)

    Io da bambino avevo il mio rifugio con gli altri bambini del villaggio: un vecchio rudere in legno, che non chiamavamo "Il forte", con tanto di scritta in vernice e bandiera rosso/nera (No, non per il milan, per la Valle d'Aosta ;))

    Ti auguro di poter provare presto a stare in una tenda vera: è un'esperienza emozionante

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    1. Eh eh eh, Joker, sapessi quante risate mi sono fatta pure io per 'sta storia e per la pirlaggine infinita di mio fratello.

      Ti ringrazio per il chiarimento, in Valle d'Aosta ci sono stata diverse volte, ma la bandiera proprio non la conoscevo. Avrei anche potuto pensare ad un covo di ultras...:)))
      Non che ti ci avrei visto come ultra, però sai, mai dire mai :)))))

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  3. Buongiorno Lilly....miticaaaaa....hai uno stile littizzettiano di esprimerti che me garba mucho....che ridere!!!!:D
    Bè io avevo mia sorella più grande (solo 22 mesi + di me) che era affascinata dagli indiani (lei aveva anche il costume con tutte le piume colorate sul copriapo per carnevale che le aveva cucito mia mamma e lo teneva sotto custodia delle guardie svizzere..pure con il cambio del turno di guardia)per cui era solita piazzare tende ovunque: bastavano due sedie ad esempio e una coperta...non vorrei smontarti la tua asta supersonica...:-)
    Procedimento:
    -prendere due sedie e metterele abbastanza distanziate , con la seduta rivolta verso l'esterno;
    -fissare con pinze da bucato una coperta (meglio lenzuolo che è più figo e ti dirò perchè poi) sugli schienali delle sedie;
    - tappeto come base per sedersi o coperta dipende dalle stagioni...se le sedie le metti sopra al tappeto, oltre ad avere uno spazio abbastanza grande per starci in due anche in tre, non scivolano e la tenda non rischia di diventare un tunnel un po' precario!:-)
    VARIANTE:
    se si usa il lenzuolo, e lo si fa rigorosamente a luce spenta o se di giorno a tapparelle chiuse, è d'obbligo una torcia che proietta le ombre e noi ci divertivamo a fare le facce brutte e divertenti!!
    Comunque adoravamo farlo anche sotto le lenzuola del lettone dei miei...siamo tre sorelle e un bel triangolo usciva fuori...anche se spesso mia sorella più piccina ci abbandonava presa dal panico di quello che raccontavamo...povera!!
    Adhara

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    1. Adhara, tesoro, ma la mia asta supersonica faceva cagare! Vedi ad averlo saputo prima avrei potuto farlo anche io con le sedie, di sicuro l'effetto sarebbe stato molto diverso...Però m hai fatto venire una bella idea per la prossima volta che Ciccio viene qua, secondo me con la tenda e la torcia si divertirebbe un casino!
      Stile littizzettiano?la Littizzetto è una grandissima comica e m'ha sempre fatto morire dal ridere. Ed è molto terra-terra nel modo di esprimersi, cosa che a me piace un casino e che faccio sempre anche io.
      Alle medie mi dilettavo nello scrivere racconti comici, poi ho smesso per una vita, adesso che ho ricominciato a scrivere mi sta tornando la voglia. Un altro a cui mi ispiro è Giobbe Covatta, certo non stiamo parlando di Letteratura con la L maiuscola, però m'hanno sempre fatto crepare dalle risate. Ridere è importante, importantissimo!

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    2. Ridere è importante, importantissimo!...Ecco non dimenticarlo poi a chi ti ispiri non importa!!:-))
      Adhara

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  4. Io ancora oggi ho una paura tremenda del buio...mia sorella più grande (sadica!!) si divertiva a spegnermi la luce e chiudermi nelle stanze, o peggio in ascensore lo bloccava e si fermava non su una porta di un piano ma sul muro che divide i vari piani per cui te non potevi scendere e io mi cagavo addosso....oggi se posso evito ancora gli ascensori!!
    Sai sono quelle cose che vivi da piccolo che ti restano dentro, poi sai che non ti può succedere chissà cosa ma ho paura lo stesso e odiando quello stato d'animo lo evito!
    Tornando al fantasma di tuo fratello...in camera mia e di mia sorella maggiore (anche io condividevo la stanza e per fortuna perchè ancora oggi odio dormire da sola :-))pur amando la mia indipendenza a tutti i costi) c'era un appendiabiti fatto così: sotto molto stilizzato (tipo gli uomini che so disegnare io: una linea verticale per il corpo e due astine sopra per le braccia e due per le gambe sotto :-)), ma la testa era enorme a forma di cane con le mega orecchie lunghissime e tutta pelosa!!
    Bè io appena si spegneva la luce intravedevo sta testa e mi venivano i brividi e iniziavo a farmi tutte le mie paturnie...alla fine mi coprivo tutto anche la testa e mi addormentavo!
    Ancora oggi cerco di non guardare nel buio quando sono nel lettone...te dirai che fifona ma è così!
    Pensa che in passato conobbi una persona che adorava passeggiare nella notte in mezzo ai boschi: per carità ho visto dei cieli stellati mozzafiato, perfino le stelle riflesse in un lago di montagna, ma io me la facevo sotto specie per i rumori e versi vari che si amplificano con il silenzio della notte e la caga che hai già di tuo!!:-)
    Infatti camminavo in mezzo dando la mia mano al ragazzo a destra e a quello a sinistra!;-)
    Però come in ogni cosa...la paura è stata sempre la mia fortuna...mi smuove e mi fa fare le cose...magari urlo, mi scuoto, ma vado e faccio!
    Oggi al nido i bambini sanno che adoro le tende e spesso ne creiamo una e poi ci mettiamo lì sotto a coccolarci o semplicemente a chiacchierare su ciò che mi chiedono!
    Due anni fa abbiamo nascosto in una stanza tutti gli animali che vanno in letargo e insieme a loro con la torcia (ognuno di loro ne aveva una) a primavera siamo andati a risvegliarli...ci siamo divertiti un mondo!:-)
    Sono innamorata anche del campeggio e appena posso vado...ehi ho una tenda da sei comprata l'anno scorso...ci staremmo tutti comodamente...why not??:-))
    E' una gran figata: io solo il rumore delle cerniere che si aprono mi fanno sentire libera, eccitata, felice!:-)
    Un bacione cara...continua così...sei proprio buffa!!:-)
    Adhara
    P.s. ho sforato di nuovo!:-)

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    1. ohhhhhhh! Adhara ma quanto scrivi ehhh! :-)), boia deh, devi essere una chiacchierona :-))
      Ti prendo un po' in giro,ti voglio bene (lisciatina per raddolcirti ) :-))



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    2. Ciao bella...è l' argomento a stimolarmi se no non sono una chiacchierona. ..diciamo che bisogna sapermi scaldare!!;-)
      È più voglia di sfondare i limiti in ogni campo (4096 caratteri in questo caso)...alla materna ero sempre in punizione...Lilly rincuorati che anche io ne ho passate delle belle...le ho fatte impazzire quelle poverette ma penso di essermi divertita tanto...avevo pure il morosetto a tre anni...non posso dire che combinavamo che è meglio e 27 anni fa sono stata contro il muro in piedi per tutto il giorno per avere fatto da palo a due che mimavano un rapporto sex nel bagno delle maestre....ma vi rendete conto?!Pazzesco!!!!:-D
      Adhara

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    3. Adhara, io all'asilo non facevo impazzire proprio nessuno, ero una bambina bravissima, un po' triste e piagnucolona, ma molto, molto disciplinata. E infatti non mi sono divertita per niente!
      Anche io a tre anni avevo il moroso! Dai tre ai cinque per l'esattezza.
      Ma non lo vedevo all'asilo, lui abitava nel condomionio in cui i miei genitori, all'epoca, avevano una pizzeria.
      Il nostro ritrovo era il cortile della palazzina e il nostro "nido d'amore" l'androne... meglio che pure io non dico cosa combinavamo.
      Siamo tutt'ora amici e quando entriamo nell'argomento ci viene da ridere!

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  5. Io non ho paura del buio. Ma se magari qualcuno si mette a parlare di mostri, fantasmi, ladri e chissà che altro, mi cago sotto, altroché!!!
    Per non parlare delle strade buie...mi fanno andare in paranoia.

    Ci sono ceret cose quando sei bambino che ti spaventano proprio. Io non avevo oggetti particolari che mi facevano paura, ma ricordo il mio nipotino numero tre, quello che adesso ha quattordici anni, si spaventava per tutto. In camera mia non ci voleva entrare e sai cosa gli faceva paura? Il poster dei Red Hot Chili Peppers. Lo indicava con il dito e poi, sempre col dito, iniziava a fare no e a scuotere la testa.

    Mi piace sentirti parlare dell'asilo.. io al nido non ci sono andata, ma se avessi avuto un'educatrice come te alla materna ,sarei stata sicuramente una bambina molto più felice! (e non te lo dico tanto per dire, l'asilo è uno dei ricordi peggiori che ho della mia infanzia). Si sente tanto che ti piace!
    Adhara, ovviamente l'idea, per dirla come te me garba mucho...prima o poi ce la faremo ad organizzare qualcosa, tanto io, per ora sono qua!

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  6. Californication.....certo però se metti poster a grandezza naturale dei Red Hot devi spiegare a chiunque entri cosa si deve aspettare!!!Sai la paura dell'estraneo e il riconoscimento dell'altro!!:-)) Scherzo ma è un po' così, il bimbo se piccolo non sa ancora spiegarselo a meno che non siano facce note!
    Ma grazie...io faccio quello che posso!!Troppo gentile!!:-)
    ....Io avevo la camera tappezzata di poster a 14 anni e guai a chi li toccava!!;-)
    Adhara....non ti preoccupare che prima o poi se beccamo!!;-)

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  7. La mia educatrice di fatto è stato un grande cane giallo, di nome Bill.
    Attento e fedele come pochi al mondo: ad una mamma, un'educatrice, una nonna si può disubbidire.

    Provate voi a disubbidire ad un cane grosso il doppio di voi, che mentre volete fare qualche marachella vi ringhia mostrandovi zanne lunghe 6 centimentri :))))

    Non ho mai capito perché ogni asilo non abbia i suoi animali: i cani soprattutto. Va bene poi che qualcuno potrebbe essere allergico, ma vi immaginate che aiuto per le educatrici? :)

    E attente, perché un cane sente dall'odore quando state per combinare qualcosa: Bill mi leggeva nel pensiero. Dovevo solo pensare a fare qualche furberia e subito se ne accorgeva :)

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  8. Eh magariiiii!!!
    Però facciamo giornate fuori in giardino con cani, tartarughe, conigli, cocorite, perfino un cavallo...ebbene sì!!!:-) Il cane è anche entrato ma era terrorizzato e gliel abbiamo risparmiata sta tortura!!
    I bimbi entusiasti ovvio qualcuno ha paura, ma se si vuole tutto si può fare!!
    Pensate il cavallo ce l ha portato un nonno tenendolo al guinzaglio tipo e lui in bici...fighissimo quando sono arrivati!!
    Diverse esperienze con i pesci rossi ma a me fanno pena vederli lì che giran dentro a sta bolla e poi sono delicati e infatti sono morti!!
    Ciao Adhara. ..cerchiamo di fare il possibile per rendere il mondo là fuori a portata di bambino!!;-)

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