Cara LiLLy del passato, ti scrivo.
Così mi distraggo un po'.
E siccome sei molto lontana, più forte ti scriverò.
Da quando sei partita, c'è una grossa novità.
quel triste passato è finito oramai e qua per certi versi va.
E va alla grandissima.
Ti aspettavi il contrario, vero? Vecchia pessimista che non sei altro, mannaggia a te!
Sai che ti penso? Penso a te quando, nel 2009, asciugandoti le lacrime, iniziavano a girati in testa quelle solite quattro domande:
"Le coppie felici esistono?"
"Perché amare significa anche soffrire?"
"Cosa c'è di sbagliato in me che ho una relazione pluriennale eppure litigo ogni santissimo giorno con la mia adorata metà?"
"Perché per amare bisogna per forza scendere a compromessi?"
A 25 anni per certi versi eri già arrivata. Avevi una casa. Avevi un contratto a tempo indeterminato.
Se ti fosse capitato di rimanere incinta probabilmente non ti sarebbe mancato nulla per fare crescerei il tuo bambino in un ambiente sano e confortevole.
Quel bambino, o quella bambina, non è mai arrivato/a. E tu lo sai benissimo perché, vero?
Ma dammi la possibilità di donarti un minimo di senso in mezzo a quella palude di punti interrogativi e lacrime che ti sta inghiottendo
LiLLy mia, gioia bella, ho qualche anno in più di te e un po' più di esperienza sul groppone.
Vuoi sapere se esistono le coppie felici?
Ebbene, tieniti forte perché questa proprio non te l'aspetti di sicuro.
Sì, esistono. Non sono fantascienza e non sono nemmeno una specie in via d'estinzione.
Succede, che due persone vadano così tanto d'accordo da ringraziare il cielo per ogni singolo attimo passato insieme.
Non è magìa, non è botta di culo.
Bisogna lavorare su se stessi. Provare a far luce sulle zone d'ombra, sedare le paure insensate, capire che cosa si vuole. E soprattutto non riporre nell'altro le sorti della propria felicità.
Cara LiLLy, gli altri hanno dei limiti sai? Forse è proprio questo che ti sfugge.
Amare qualcun altro, come ho già detto e ripetuto, è il felice coronamento di un atto d'amore che nasce prima di tutto verso se stessi, capisci?
Seconda domanda: "Amare significa soffrire"?
Tesoro, no.
Riflettici un attimo, se continui a scofanarti di bignè e ad un certo punto scopri che sei celiaca, che fai? Continui a magnare imperterrita bignè o inizi a cercare qualche prodotto gluten free?
Dicesi "Capacità di adattamento" cara LiLLy.
Chi cazzo te l'ha detto che devi soffrire? Il dottore?
Certo, stare a stretto contatto con una persone può significare, a volte, avere qualche timore per il futuro. Altre volte non ci si capisce o magari si è stanchi.
Succede,
Come succede anche che ti prendi un pochino di tempo per capire cosa sta succedendo, per pensare a quanto sia meravigliosamente perfetta e imperfetta la persona che ti sta accanto, per parlarle serenamente di come ti senti.
E lì ti accorgi che ti senti infinitamente grata nei confronti del Grande Capo, perché cazzarola, tu sei viva, lui e vivo e finché avrete la fortuna di essere due persona sane e in salute allora non si può che godere del presente.
Capisci? Quando manca la gratitudine, mi dici che cazzo di senso ha? Perché? A che pro?
Domanda numero tre: "Cosa c'è di sbagliato in me che ho una relazione pluriennale eppure litigo ogni santissimo giorno con la mia adorata metà?"
LiLLy mia, io ti conosco bene, sai? So che sei una persona curiosa e che ha sempre avuto tanta voglia di crescere e di imparare.
Quante volte ti sei messa in discussione?
Troppe.
Ecco, forse la risposta alla tua domanda è che il problema non sei tu.
Forse il problema è che ti stai accanto
.
LiLLy, pensaci bene: stai lottando ogni singolo giorno con un solo obiettivo in testa: essere almeno un pochino felice. Ci hai provato. E hai provato a coinvolgere anche la tua dolce metà.
Gioia mia. Non è colpa tua. Ci sono persone che non sanno essere felici e che per questo avvelenano anche la felicità altrui.
Come ti dicevo prima, gli altri hanno dei limiti. Tu pure e per quanto il tuo ego sia decisamente smisurato, non sei dio, quindi non puoi farci nulla. Cosa ti rimane a questo punto? Facile. Il tuo sacro desiderio di stare bene.
Ma veniamo al dunque dei dunque: i compromessi.
No perché io lo so che per certi versi il tuo sviluppo etico e morale s'è incagliato contro qualche iceberg di natura ancora non ben definita, ancora ai tempi delle elementari. O forse anche prima.
Ti conosco mascherina, e so che stai lì ad ipotizzare baratti del tipo:
"Se rinuncio un po' a me stessa, lui mi darà in cambio un minimo di sicurezza"
"Se gliela do un po' più spesso, magari mi porta fuori a cena"
"Se sto zitta posso avere in cambio un po' di pace"
Ma insomma ragazza mia, che modo di ragionare è mai questo?
Mai, Mai, MAI rinunciare a se stessi.
E non mi dire che lo fai per amore, no, questa è una cazzata colossale.
Hai presente la solita frasettina stra abusata, Bacio Perugina Style che recita: "Chi ti ama, ti ama esattamente per quello che sei"?
Fidati, è vera.
Si può avere la grande, immensa fortuna di avere accanto un uomo che è felice nel vederti realizzata e contenta.
Che non è invidioso se un giorno riesci a sentirti alleggerita dai mille problemi solo perché fuori c'è un tramonto spettacolare e tu hai il cuore colmo di gioia.
Che quando ti viene voglia di andartene a spasso per l'Italia, lui ti dice: "Vai e divertiti" (che non suona come un vaffanculo eh, attenzione)
Che il tempo speso insieme lo si trascorre facendo ciò che dà gioia e fa stare bene entrambi.
LiLLy mai sentito la parola "Condividere"?
Poi oh, non t'aspettare situazioni idealistiche e iper-perfette.
Qualche compromesso ci sta,
L'importante è chiedersi sempre se ne vale la pena.
E rispondersi sempre sinceramente.
Chiudo con la sensazione di aver detto un sacco di banalità.
Eppure non sono proprio le cose ovvie che spesso perdiamo di vista?
Forza e coraggio cara LiLLy del passato, ti direi di asciugarti le lacrime e andare a farti una passeggiata che ci sono tante cose belle da fare e vedere anche in momenti difficili come quelli che stai vivendo tu. Ma so che non lo faresti. Ti lascio al tuo tempo.
Un abbraccio.
LiLLy dal futuro
Visualizzazione post con etichetta Uomini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Uomini. Mostra tutti i post
martedì 12 gennaio 2016
lunedì 29 giugno 2015
Ah, l'amore
Carissimi lettori, era già da un po' di tempo che volevo scrivere questo post perché ci tenevo veramente tanto a voler condividere la mia esperienza con voi.
Capitano i momenti no, quelli in cui vorreste davvero trovare la vostra compagna o il vostro compagno ideale, ma niente. La persona in questione non s'ha da trovare, anzi, finite per uscire con biechi individui che, anziché completarvi come la tanto agognata metà della mela, ammorbano la vostra già tristerrima esistenza, facendovi perdere quei due grammi di speranza rimasti nei confronti dell'umanità intera.
La macro categoria dei biechi individui può essere suddivisa, come spiega Piero Angela, nelle seguenti sotto-categorie.
1) Lo psicopatico.
Un tantino esuberante, è vero, ma voi glielo concedete
D'altra parte si sa, ha perso la testa per voi e qualche caduta di stile ci può stare.
Attenzione, LiLLy da donna saggia qual è vi suggerisce di andarci piano.
Il tizio che ha perso la testa per voi, in realtà la testa potrebbe non averla mai avuta.
E quel guizzo negli occhi ogni volta che vi guarda potrebbe non essere dovuto al sentimento che lo scuote.
Potrebbe essere semplicemente causato dall'abuso di alcool e/o stupefacenti, quindi attenzione donne, attenzione.
Capirete che qualcosa che non va quando inizierà a cercarvi troppo e a prendersela ogniqualvolta disattenderete le sue, spesso irrealistiche, aspettative.
Ad un certo punto vi ritroverete accanto un essere "umano?" che ragiona come un bambino di due anni. Ma con gli sbalzi di umore di una sedicenne in fase premestruale.
In questo caso parlatene, spiegategli cosa non funziona e nel caso in cui non dovesse capire: "Ciao, ciao bello, credo tu abbia dei problemi, io purtroppo non ho le competenze, né sono nella posizione per fare nulla"
Quindi occhio a non prendere cantonate, quando si ha bisogno d'amore spesso è facile confondere quella che potrebbe essere un'attenzione "sana" nei vostri confronti, con una invece di tipo "morboso".
Il vostro benessere e la vostra felicità prima di tutto. E per l'amor di dio, se volete andare a fare le crocerossine iscrivetevi ad un corso di laurea in scienze infermieristiche, ok?
2) Quello che sparisce misteriosamente nel nulla.
Come spiega il nostro caro amico Piero Angela, questo particolare tipo di "bieco individuo" c'è. Esiste. Ha un nome, un cognome, un lavoro. Esistono persone che ricordano perfino di averlo visto con voi. Dove sia finito, cosa gli sia successo, ma soprattutto, perché di punto in bianco abbia iniziato a non cagarvi più di striscio, rimane un mistero insoluto. Perfino il nostro Pieruccio bello rimane basito dalla sorprendente capacità con cui queste persone riescono a volatilizzarsi nel nulla (sublimano come la naftalina? Spariscono in un buco nero finendo in una dimensione parallela? Si teletrasportano su Plutone?)
Io, ahimè, di individui del genere ne ho conosciuto più d'uno.
Ma voi non angustiatevi please, e soprattutto NON CERCATE SPIEGAZIONI AL DI FUORI DI VOI.
Non chiedete ad Enrico Ruggeri, non cercate risposte in complessi libri esoterici, non rivolgetevi alle cartomante/Maga Magò di turno che trovate su Tele Lombardia e che insieme al tema natale vi offre anche un set di coltelli e due cotechini pavesi D.O.P.
Non chiedete ad i suoi amici/parenti/conoscenti, a meno che lui non vi debba dei soldi, perchè rischiereste di passare per la stalker di turno (e superato un certo limite potreste anche diventarlo)
Fate un bel respiro profondo e rilassatevi.
Siete rilassate? Bene, adesso ponetevi alcune domande, tipo:
-"Ho fatto qualcosa che può averlo spaventato?"
-"Forse quando sono uscita quella sera m'ero dimenticata di depilarmi proprio dietro al polpaccio?" (Che dietro al polpaccio è sempre facile lasciare ettari di pelame incolto. Anche Piero lo sa.)
-"Sono stata invadente? Eccessiva? Arrogante? Presuntuosa?"
-"Mi spalmo regolarmente le ascelle di deodorante quando esco dalla doccia?"
-"Il mio hobby preferito è sparare cazzate su internet e ho avuto la brillante idea di dargli l'indirizzo del mio blog?"
Bene, se anche dopo queste domande voi continuate a pensare di avere la coscienza pulita come il dietro dei vostri polpacci e le vostre profumatissime ascelle, allora, molto semplicemente metteteci una pietra sopra.
Nessun rimpianto e nessun rimorso. Il mare è pieno di pesci.
3) Il tizio impegnato.
Lui non è studiato da Piero Angela, no. Lui di Piero Angela è amico carissimo.
Oltre ad aver collezionato tutta una serie di informazioni sul funzionamento del nostro bell'universo, lui -essere onnisciente, spirito insaziabile- ha abbracciato/studiato/rielaborato/adattato alle proprie esigenze, un discreto numero di correnti di pensiero/ideologie/religioni/ filosofie di vita
Questa sua macro conoscenza a 360 gradi, invidiata con una punta d'astio perfino dal Piero, lo pone al di sopra di tutto e di tutti.
Lui può.
Può permettersi relazioni in ed extra coniugali. Può amare tante persone contemporaneamente e con il più puro dei sentimenti. Un po' come dio, sì, ma molto più arrapato
Lui può perché ha una mente talmente aperta, un'anima sì vasta e feconda, che le regole socialmente accettate gli risultano restrittive. Troppo restrittive.
Per non parlare di quella roba chiamata "buonsenso", concetto a cui si appellano le anime sempliciotte, "gli zoticoni dello spirito", i "censori del flusso della vita"
Se avete a che fare con un individuo del genere, interrompete i rapporti subito.
Non dovete pensare: "Ma si dai, proviamo, finché dura, dura, come va, va"
Andrà come nel 99,9 per cento dei casi. Voi vi affezionerete, lui continuerà a stare in bilico tra le sue mille mila relazioni.
Anche tu Piero, stai attento, che se ti becca tra il chiaro e lo scuro fa la festa pure a te.
Ora, mie care donzelle, se siete persone intelligenti, questi biechi individui sarete perfettamente in grado di evitarli.
Se come me, invece, attendete solo la laurea ad honorem in minchiologia, non fate il mio stesso errore, ovvero sottovalutare le persone che all'inizio non sembrano assolutamente fatte per voi.
Alla prossima.
Capitano i momenti no, quelli in cui vorreste davvero trovare la vostra compagna o il vostro compagno ideale, ma niente. La persona in questione non s'ha da trovare, anzi, finite per uscire con biechi individui che, anziché completarvi come la tanto agognata metà della mela, ammorbano la vostra già tristerrima esistenza, facendovi perdere quei due grammi di speranza rimasti nei confronti dell'umanità intera.
La macro categoria dei biechi individui può essere suddivisa, come spiega Piero Angela, nelle seguenti sotto-categorie.
1) Lo psicopatico.
Un tantino esuberante, è vero, ma voi glielo concedete
D'altra parte si sa, ha perso la testa per voi e qualche caduta di stile ci può stare.
Attenzione, LiLLy da donna saggia qual è vi suggerisce di andarci piano.
Il tizio che ha perso la testa per voi, in realtà la testa potrebbe non averla mai avuta.
E quel guizzo negli occhi ogni volta che vi guarda potrebbe non essere dovuto al sentimento che lo scuote.
Potrebbe essere semplicemente causato dall'abuso di alcool e/o stupefacenti, quindi attenzione donne, attenzione.
Capirete che qualcosa che non va quando inizierà a cercarvi troppo e a prendersela ogniqualvolta disattenderete le sue, spesso irrealistiche, aspettative.
Ad un certo punto vi ritroverete accanto un essere "umano?" che ragiona come un bambino di due anni. Ma con gli sbalzi di umore di una sedicenne in fase premestruale.
In questo caso parlatene, spiegategli cosa non funziona e nel caso in cui non dovesse capire: "Ciao, ciao bello, credo tu abbia dei problemi, io purtroppo non ho le competenze, né sono nella posizione per fare nulla"
Quindi occhio a non prendere cantonate, quando si ha bisogno d'amore spesso è facile confondere quella che potrebbe essere un'attenzione "sana" nei vostri confronti, con una invece di tipo "morboso".
Il vostro benessere e la vostra felicità prima di tutto. E per l'amor di dio, se volete andare a fare le crocerossine iscrivetevi ad un corso di laurea in scienze infermieristiche, ok?
2) Quello che sparisce misteriosamente nel nulla.
Come spiega il nostro caro amico Piero Angela, questo particolare tipo di "bieco individuo" c'è. Esiste. Ha un nome, un cognome, un lavoro. Esistono persone che ricordano perfino di averlo visto con voi. Dove sia finito, cosa gli sia successo, ma soprattutto, perché di punto in bianco abbia iniziato a non cagarvi più di striscio, rimane un mistero insoluto. Perfino il nostro Pieruccio bello rimane basito dalla sorprendente capacità con cui queste persone riescono a volatilizzarsi nel nulla (sublimano come la naftalina? Spariscono in un buco nero finendo in una dimensione parallela? Si teletrasportano su Plutone?)
Io, ahimè, di individui del genere ne ho conosciuto più d'uno.
Ma voi non angustiatevi please, e soprattutto NON CERCATE SPIEGAZIONI AL DI FUORI DI VOI.
Non chiedete ad Enrico Ruggeri, non cercate risposte in complessi libri esoterici, non rivolgetevi alle cartomante/Maga Magò di turno che trovate su Tele Lombardia e che insieme al tema natale vi offre anche un set di coltelli e due cotechini pavesi D.O.P.
Non chiedete ad i suoi amici/parenti/conoscenti, a meno che lui non vi debba dei soldi, perchè rischiereste di passare per la stalker di turno (e superato un certo limite potreste anche diventarlo)
Fate un bel respiro profondo e rilassatevi.
Siete rilassate? Bene, adesso ponetevi alcune domande, tipo:
-"Ho fatto qualcosa che può averlo spaventato?"
-"Forse quando sono uscita quella sera m'ero dimenticata di depilarmi proprio dietro al polpaccio?" (Che dietro al polpaccio è sempre facile lasciare ettari di pelame incolto. Anche Piero lo sa.)
-"Sono stata invadente? Eccessiva? Arrogante? Presuntuosa?"
-"Mi spalmo regolarmente le ascelle di deodorante quando esco dalla doccia?"
-"Il mio hobby preferito è sparare cazzate su internet e ho avuto la brillante idea di dargli l'indirizzo del mio blog?"
Bene, se anche dopo queste domande voi continuate a pensare di avere la coscienza pulita come il dietro dei vostri polpacci e le vostre profumatissime ascelle, allora, molto semplicemente metteteci una pietra sopra.
Nessun rimpianto e nessun rimorso. Il mare è pieno di pesci.
3) Il tizio impegnato.
Lui non è studiato da Piero Angela, no. Lui di Piero Angela è amico carissimo.
Oltre ad aver collezionato tutta una serie di informazioni sul funzionamento del nostro bell'universo, lui -essere onnisciente, spirito insaziabile- ha abbracciato/studiato/rielaborato/adattato alle proprie esigenze, un discreto numero di correnti di pensiero/ideologie/religioni/ filosofie di vita
Questa sua macro conoscenza a 360 gradi, invidiata con una punta d'astio perfino dal Piero, lo pone al di sopra di tutto e di tutti.
Lui può.
Può permettersi relazioni in ed extra coniugali. Può amare tante persone contemporaneamente e con il più puro dei sentimenti. Un po' come dio, sì, ma molto più arrapato
Lui può perché ha una mente talmente aperta, un'anima sì vasta e feconda, che le regole socialmente accettate gli risultano restrittive. Troppo restrittive.
Per non parlare di quella roba chiamata "buonsenso", concetto a cui si appellano le anime sempliciotte, "gli zoticoni dello spirito", i "censori del flusso della vita"
Se avete a che fare con un individuo del genere, interrompete i rapporti subito.
Non dovete pensare: "Ma si dai, proviamo, finché dura, dura, come va, va"
Andrà come nel 99,9 per cento dei casi. Voi vi affezionerete, lui continuerà a stare in bilico tra le sue mille mila relazioni.
Anche tu Piero, stai attento, che se ti becca tra il chiaro e lo scuro fa la festa pure a te.
Ora, mie care donzelle, se siete persone intelligenti, questi biechi individui sarete perfettamente in grado di evitarli.
Se come me, invece, attendete solo la laurea ad honorem in minchiologia, non fate il mio stesso errore, ovvero sottovalutare le persone che all'inizio non sembrano assolutamente fatte per voi.
Alla prossima.
Etichette:
Amore,
Animeperse,
Biografia,
Confusione,
Essereunadonna,
ESticazzi,
GenteStrana,
PiccolePerleDiSaggezzaByLiLLy,
RelazioniMalate,
Sfoghi,
Singletudine,
Uomini,
Viaggimentali,
vitadicoppia
sabato 10 maggio 2014
Storia di un cuore
Che titolo puccioso,
nevvero? Ebbene, se continuerete
a leggere capirete il perché della mia -discutibile- scelta.
Ogni tanto torno. Ogni tanto. Perché sono stra impegnata. E quando non sono stra impegnata cazzeggio alla grande, quindi di tempo per il blog ne ho poco.
Qualcuno voleva sapere dettagli.
Ebbene, c'è stato un grande, enorme cambiamento nella mia vita.
"Hai trovato l'uomo LiLLy?"
Uomo? Cosa essere uomo? No, ho trovato lavoro, in una città nuova.
Adesso vivo in questa bellissima città veneta che tanto si presta ad essere fotografata: Padova.
E faccio la commessa. Attenzione, non la barista sfigata che spilla birre e vino da quattro soldi, mentre tutti gli altri intorno a lei si divertono, magnano come porci e bevono come spugne.
No, adesso la signorina LiLLy fa la commessa in un negozio di accessori.
Sono praticamente qualla caga cazzo che viene a rompervi i coglioni affinché voi non usciate dal negozio senza aver comprato almeno un braccialetto o un paio di orecchini. Magari una borsa se proprio, proprio mi va bene.
Mi diverto, passo il tempo a fare lunghe digressioni sulle differenze cromatiche di un tessuto rispetto ad un altro e spiego alla sciura di turno che quello "No, non è un elastico né tantomeno una spugna. È un accessorio per capelli che serve per fare lo chignon. Non sa cos'è lo chignon? Ha presente la cipolla? Non quella che si mangia eh, con quella ci fa il sugo, no, la cipolla quella che c'hanno le ballerine. Ha presente le ballerine?"
Ecco, questa è la mia vita ora.
Oggi è stata una giornata di intenso lavoro. E sapete perché? Perché la gente ad agosto scopa come se non ci fosse un domani. Infatti maggio è il mese dei compleanni (tra poco ci sarà anche il mio tra l'altro) e io ho fatto più pacchetti regalo oggi di tutti quelli che ho ricevuto in vita mia.
"È un regalo, può farmi un pacchetto?"
Ecco questa tristissima frase mi riecheggia ancora nel cervello con una violenza inaudita.
Che poi per farli non è che ci voglia proprio una laurea in pacchettologia. Basta prendere la busta regalo, infilarci l'oggetto senza prezzo, chiudere e sigillare il tutto con un bel bollino.
Di bollini ne abbiamo di tutti i tipi: quello con il logo del negozio, quello con un disegnino colorato che non ho capito che cazzo sia, quello con su un uccello (per uccello intendo il volatile) che boh, forse sarà un piccione?
E poi c'è lui. Quello a forma di cuore.
Ne avevamo uno nel cassetto che girava da qualche giorno. Che mica lo puoi appiccicare su un regalo qualsiasi. No. Ci vuole l'occasione giusta: un giovane volubile dal cuore innamorato, o una moglie che si ricorda all'ultimo del compleanno del marito e finisce per sbaglio nel nostro negozio dove NON teniamo articoli per uomini. E lì che cazzo fai? Rifili la sciarpa nera che tanto è unisex. Oppure inviti la signora a comprarsi una cazzo di agenda dove segnare compleanni e scadenze importanti, tipo "9 maggio, di lui compleanno, ricordarsi il regalo e di dargliela che sono già passati due mesi".
Ecco, oggi s'è presentata l'occasione giusta per quel povero cuore solitario buttato lì, tra le monete di scorta e le chiavi del bagno.
È entrato un ragazzo. Carino, sulla trentina, vestito bene, accento romano e trolley in mano.
"Ciao, vorrei fare un regalo per la mia ragazza".
Già mi immaginavo la scena. Lui che finalmente tornava a casa dalla sua bella dopo un lungo viaggio. Stanco, tanto stanco, ma che non vede l'ora di rivedere la sua donna, che, in cucina, tra uno sbuffo di vapore e una rimestolata in pentola, gli sta preparando una cena coi fiocchi. Perché sì, loro a differenza del 99,9 per cento delle coppie sono felici e quando si rivedono dopo una lunga assenza hanno voglia di parlarsi, guardarsi negli occhi e fare per l'ennesima volta l'amore.
Ce lo vedevo proprio lui che dopo un lunghissimo bacio le dici: "Tesoro, non potevo non portarti qualcosa, ecco guarda sono in passato in questo negozio e ti ho preso una..."
"E se le regalassi una borsa? Guarda, questa è molto carina" dico io al tizio.
"Quanto costa?"
"60 euro"
"Io veramente volevo prenderle quel braccialettino lì..."
"Quello da 15 euro?"
"No, non quello, quello da 7"
Spilorcio che non sei altro! E poi non lamentarti se si trova l'amante abbiente eh...
"Vuoi magari una collanina da abbinarci?"
"No grazie"
Spilorcio, spilorcio, spilorcio!
Prendo il braccialetto, vado in cassa.
"Puoi mica farmi un pacchetto?"
E ridaje con 'sti cazzi di pacchi.
Infilo il bracciale nel sacchettino, apro il cassetto e vedo lì il cuore, in trepidante attesa.
E lì penso al mio di cuore.
Penso a quella specie di pseudo relazione durata un anno che doveva essere un felice intermezzo, una scia di luce, una nota leggera e che invece mi ha lasciato cicatrici da leccare e lacrime che non ne vogliono sapere di uscire.
E meno male che pensavo di averla superata già da un pezzo.
Poi penso al tizio sorridente che ho davanti, al fatto che ha la donna a casa che lo aspetta.
Rosico di rabbia.
Lascio lì il cuore e prendo il bollino più brutto che abbiamo. Quello con l'uccello.
Tiè, e beccati il piccione va!
Incasso le mie sette euro, incasso le rabbia.
Prima o poi arriverà l'occasione giusta, per ora il cuore lo lascio nel cassetto.
Tra le monete e le chiavi del bagno. E i piccioni.
Un unico pensiero: spero di aver lasciato attaccato il prezzo del braccialetto.
Ciao belli! Spero di tornare presto.
Ogni tanto torno. Ogni tanto. Perché sono stra impegnata. E quando non sono stra impegnata cazzeggio alla grande, quindi di tempo per il blog ne ho poco.
Qualcuno voleva sapere dettagli.
Ebbene, c'è stato un grande, enorme cambiamento nella mia vita.
"Hai trovato l'uomo LiLLy?"
Uomo? Cosa essere uomo? No, ho trovato lavoro, in una città nuova.
Adesso vivo in questa bellissima città veneta che tanto si presta ad essere fotografata: Padova.
E faccio la commessa. Attenzione, non la barista sfigata che spilla birre e vino da quattro soldi, mentre tutti gli altri intorno a lei si divertono, magnano come porci e bevono come spugne.
No, adesso la signorina LiLLy fa la commessa in un negozio di accessori.
Sono praticamente qualla caga cazzo che viene a rompervi i coglioni affinché voi non usciate dal negozio senza aver comprato almeno un braccialetto o un paio di orecchini. Magari una borsa se proprio, proprio mi va bene.
Mi diverto, passo il tempo a fare lunghe digressioni sulle differenze cromatiche di un tessuto rispetto ad un altro e spiego alla sciura di turno che quello "No, non è un elastico né tantomeno una spugna. È un accessorio per capelli che serve per fare lo chignon. Non sa cos'è lo chignon? Ha presente la cipolla? Non quella che si mangia eh, con quella ci fa il sugo, no, la cipolla quella che c'hanno le ballerine. Ha presente le ballerine?"
Ecco, questa è la mia vita ora.
Oggi è stata una giornata di intenso lavoro. E sapete perché? Perché la gente ad agosto scopa come se non ci fosse un domani. Infatti maggio è il mese dei compleanni (tra poco ci sarà anche il mio tra l'altro) e io ho fatto più pacchetti regalo oggi di tutti quelli che ho ricevuto in vita mia.
"È un regalo, può farmi un pacchetto?"
Ecco questa tristissima frase mi riecheggia ancora nel cervello con una violenza inaudita.
Che poi per farli non è che ci voglia proprio una laurea in pacchettologia. Basta prendere la busta regalo, infilarci l'oggetto senza prezzo, chiudere e sigillare il tutto con un bel bollino.
Di bollini ne abbiamo di tutti i tipi: quello con il logo del negozio, quello con un disegnino colorato che non ho capito che cazzo sia, quello con su un uccello (per uccello intendo il volatile) che boh, forse sarà un piccione?
E poi c'è lui. Quello a forma di cuore.
Ne avevamo uno nel cassetto che girava da qualche giorno. Che mica lo puoi appiccicare su un regalo qualsiasi. No. Ci vuole l'occasione giusta: un giovane volubile dal cuore innamorato, o una moglie che si ricorda all'ultimo del compleanno del marito e finisce per sbaglio nel nostro negozio dove NON teniamo articoli per uomini. E lì che cazzo fai? Rifili la sciarpa nera che tanto è unisex. Oppure inviti la signora a comprarsi una cazzo di agenda dove segnare compleanni e scadenze importanti, tipo "9 maggio, di lui compleanno, ricordarsi il regalo e di dargliela che sono già passati due mesi".
Ecco, oggi s'è presentata l'occasione giusta per quel povero cuore solitario buttato lì, tra le monete di scorta e le chiavi del bagno.
È entrato un ragazzo. Carino, sulla trentina, vestito bene, accento romano e trolley in mano.
"Ciao, vorrei fare un regalo per la mia ragazza".
Già mi immaginavo la scena. Lui che finalmente tornava a casa dalla sua bella dopo un lungo viaggio. Stanco, tanto stanco, ma che non vede l'ora di rivedere la sua donna, che, in cucina, tra uno sbuffo di vapore e una rimestolata in pentola, gli sta preparando una cena coi fiocchi. Perché sì, loro a differenza del 99,9 per cento delle coppie sono felici e quando si rivedono dopo una lunga assenza hanno voglia di parlarsi, guardarsi negli occhi e fare per l'ennesima volta l'amore.
Ce lo vedevo proprio lui che dopo un lunghissimo bacio le dici: "Tesoro, non potevo non portarti qualcosa, ecco guarda sono in passato in questo negozio e ti ho preso una..."
"E se le regalassi una borsa? Guarda, questa è molto carina" dico io al tizio.
"Quanto costa?"
"60 euro"
"Io veramente volevo prenderle quel braccialettino lì..."
"Quello da 15 euro?"
"No, non quello, quello da 7"
Spilorcio che non sei altro! E poi non lamentarti se si trova l'amante abbiente eh...
"Vuoi magari una collanina da abbinarci?"
"No grazie"
Spilorcio, spilorcio, spilorcio!
Prendo il braccialetto, vado in cassa.
"Puoi mica farmi un pacchetto?"
E ridaje con 'sti cazzi di pacchi.
Infilo il bracciale nel sacchettino, apro il cassetto e vedo lì il cuore, in trepidante attesa.
E lì penso al mio di cuore.
Penso a quella specie di pseudo relazione durata un anno che doveva essere un felice intermezzo, una scia di luce, una nota leggera e che invece mi ha lasciato cicatrici da leccare e lacrime che non ne vogliono sapere di uscire.
E meno male che pensavo di averla superata già da un pezzo.
Poi penso al tizio sorridente che ho davanti, al fatto che ha la donna a casa che lo aspetta.
Rosico di rabbia.
Lascio lì il cuore e prendo il bollino più brutto che abbiamo. Quello con l'uccello.
Tiè, e beccati il piccione va!
Incasso le mie sette euro, incasso le rabbia.
Prima o poi arriverà l'occasione giusta, per ora il cuore lo lascio nel cassetto.
Tra le monete e le chiavi del bagno. E i piccioni.
Un unico pensiero: spero di aver lasciato attaccato il prezzo del braccialetto.
Ciao belli! Spero di tornare presto.
mercoledì 4 dicembre 2013
L'umore ballerino
Sto scrivendo poco.
E sapete perché? Perché mi sento vuota come la scatola cranica della Marini.
Ed elaboro sentimenti come si fa con il bucato quando non si capisce un cazzo di tessuti e lavatrici.
Butto tutto insieme. Blu, giallo, rosso. Bianco e nero. Lana, cotone, sintetici.
E faccio andare tutto a trenta gradi. O almeno, io sono convinta di posizionare la manopola sui trenta. In realtà la metto sempre sui sessanta.
Perché?
Purtroppo la risposta è sempre quella: perché sono minchiona e minchionare è il mio hobby preferito. Oltre a cucinare dolci, ovvio.
Poi tiro fuori i maglioni in scala 1:100, che vengono buoni giusto, giusto da dare in beneficenza ai puffi, la canottiera bianca di mio padre che nel frattempo è diventata rosa confetto e i calzini che non sono più nemmeno spaiati. Sono estinti. E pure stinti.
(notare il sopraffino gioco di parole, ma non me lo merito un premio letterario per questo?)
Mi sono messa a cercare l'altra manopola. Quella che serve per regolare l'umore.
Esiste? Voi la vostra l'avete trovata?
Insomma e che cazzo, sono riusciti a trovare il punto G, cazzo ci vuole per trovare la manopola dell'umore?
Provare forti emozioni è una delle più meravigliose esperienze che noi essere umani possiamo vivere: rabbia, dolore, gioia, disperazione, malinconia, euforia.
Un po' meno meraviglioso è provarle a fasi alterne della durata di poche ore cadauna.
Chissà perché siamo tutti abituati a pensare che razionalità ed emotività siano due facoltà che nascono, crescono e agiscono in due distinti scomparti della nostra personalità. Io però a 'sta cosa ci credo molto poco sapete?
La comprensione della realtà, avviene prima di tutto col cuore. Un cuore impaurito percepisce e immagazzina i dati della realtà sulla base di quella paura. Solamente un cuore ben allenato è capace di comprendere e infine accettare.
Accettare.
È un verbo che ultimamente mi piace moltissimo sapete?
E sarà di sicuro la parola chiave di questo nuovo 2014. che ormai è alle porte.
In certi momenti ci riesco ad accettare la realtà per quello che è.
Di solito però questo stato di grazia dura non più di 3, 4 minuti. Ed è seguito da momenti di pura disperazione o di pura euforia. Perché c'è sempre quel problema lì della manopola che non si trova.
"LiLLy, allora come va? Ti senti meglio?"
"Meglio è una parola grossa, ma sto bene. Sono ancora viva e il sole splende alto nel cielo, la vita va avanti..."
10 min. dopo
"LiLLy, come va?"
"Va da dio! Sono felice, felicissima e non ho fumato nulla! E poi guarda c'è ancora il sole, il sole! Ho tanto amore da dare, sono circondata d'affetto e ho mille progetti da attuare, cazzo quanto è bello vivere!"
un quarto d'ora dopo
"LiLLy, tutto ok?"
"Tutto ok un cazzo.Va tutto di merda! Questo posto fa schifo. Mi sento sola. Non ho ancora un lavoro e ha iniziato a piovere. Mi manca tanto lui/ lui per me può andare anche a farsi fottere. Ho bisogno di un uomo/non ho bisogno di un uomo. Vorrei andarmene da 'sto paese di merda/voglio rimanere qua. Devo puntare in alto/forse è meglio se non mi faccio aspettative troppo elevate. E vaffanculo a Ravenna, a Milano, ai mosaici, alle gente di merda, a lui, al mio ex e chi più ne ha più ne metta. E dove cazzo è 'sta merda di manopola che mi sto friggendo le meningi?"
Ma prima o poi passa, vero?
E sapete perché? Perché mi sento vuota come la scatola cranica della Marini.
Ed elaboro sentimenti come si fa con il bucato quando non si capisce un cazzo di tessuti e lavatrici.
Butto tutto insieme. Blu, giallo, rosso. Bianco e nero. Lana, cotone, sintetici.
E faccio andare tutto a trenta gradi. O almeno, io sono convinta di posizionare la manopola sui trenta. In realtà la metto sempre sui sessanta.
Perché?
Purtroppo la risposta è sempre quella: perché sono minchiona e minchionare è il mio hobby preferito. Oltre a cucinare dolci, ovvio.
Poi tiro fuori i maglioni in scala 1:100, che vengono buoni giusto, giusto da dare in beneficenza ai puffi, la canottiera bianca di mio padre che nel frattempo è diventata rosa confetto e i calzini che non sono più nemmeno spaiati. Sono estinti. E pure stinti.
(notare il sopraffino gioco di parole, ma non me lo merito un premio letterario per questo?)
Mi sono messa a cercare l'altra manopola. Quella che serve per regolare l'umore.
Esiste? Voi la vostra l'avete trovata?
Insomma e che cazzo, sono riusciti a trovare il punto G, cazzo ci vuole per trovare la manopola dell'umore?
Provare forti emozioni è una delle più meravigliose esperienze che noi essere umani possiamo vivere: rabbia, dolore, gioia, disperazione, malinconia, euforia.
Un po' meno meraviglioso è provarle a fasi alterne della durata di poche ore cadauna.
Chissà perché siamo tutti abituati a pensare che razionalità ed emotività siano due facoltà che nascono, crescono e agiscono in due distinti scomparti della nostra personalità. Io però a 'sta cosa ci credo molto poco sapete?
La comprensione della realtà, avviene prima di tutto col cuore. Un cuore impaurito percepisce e immagazzina i dati della realtà sulla base di quella paura. Solamente un cuore ben allenato è capace di comprendere e infine accettare.
Accettare.
È un verbo che ultimamente mi piace moltissimo sapete?
E sarà di sicuro la parola chiave di questo nuovo 2014. che ormai è alle porte.
In certi momenti ci riesco ad accettare la realtà per quello che è.
Di solito però questo stato di grazia dura non più di 3, 4 minuti. Ed è seguito da momenti di pura disperazione o di pura euforia. Perché c'è sempre quel problema lì della manopola che non si trova.
"LiLLy, allora come va? Ti senti meglio?"
"Meglio è una parola grossa, ma sto bene. Sono ancora viva e il sole splende alto nel cielo, la vita va avanti..."
10 min. dopo
"LiLLy, come va?"
"Va da dio! Sono felice, felicissima e non ho fumato nulla! E poi guarda c'è ancora il sole, il sole! Ho tanto amore da dare, sono circondata d'affetto e ho mille progetti da attuare, cazzo quanto è bello vivere!"
un quarto d'ora dopo
"LiLLy, tutto ok?"
"Tutto ok un cazzo.Va tutto di merda! Questo posto fa schifo. Mi sento sola. Non ho ancora un lavoro e ha iniziato a piovere. Mi manca tanto lui/ lui per me può andare anche a farsi fottere. Ho bisogno di un uomo/non ho bisogno di un uomo. Vorrei andarmene da 'sto paese di merda/voglio rimanere qua. Devo puntare in alto/forse è meglio se non mi faccio aspettative troppo elevate. E vaffanculo a Ravenna, a Milano, ai mosaici, alle gente di merda, a lui, al mio ex e chi più ne ha più ne metta. E dove cazzo è 'sta merda di manopola che mi sto friggendo le meningi?"
Ma prima o poi passa, vero?
martedì 19 novembre 2013
Dirsi addio davvero
Niente.
Fa un male cane.
Non credo che ci sia da aggiungere altro.
Mi spiace doverlo ripetere, ma gli uomini non capiscono un cazzo.
Non dico tutti gli uomini. Solo quei bastardi senza cuore che attiro io.
Non state in pensiero per me.
Supererò anche questa.
Voi comunque pensatemi.
Ciao belli!
Fa un male cane.
Non credo che ci sia da aggiungere altro.
Mi spiace doverlo ripetere, ma gli uomini non capiscono un cazzo.
Non dico tutti gli uomini. Solo quei bastardi senza cuore che attiro io.
Non state in pensiero per me.
Supererò anche questa.
Voi comunque pensatemi.
Ciao belli!
Etichette:
Essereunadonna,
ESticazzi,
Malinconia,
Sfoghi,
Singletudine,
Uomini
sabato 16 novembre 2013
La legge di attrazione
Per la prima volta ne ho sentito parlare qui, nel mio blog.
Come viene spiegato in questa pagina:
Bene, signore e signori. Miei cari amici e lettori.
Proprio l'altro giorno ho fissato attentamente sul pc la foto del mosaico che ritraeva la Tea, chiedendomi che cazzo avessi io da spartire con un'imperatrice bizantina.
Poi qualcuno mi ha svelato tutta una serie di aneddoti molto simpatici sulla sua intensa vita sessuale che mi hanno incuriosita alquanto.
E indovinate un po' cos'è successo?
Sabato pomeriggio. In quel di Ravenna. Sono con un amico, ravennate. Ravennate vero eh, mica importato come me.
L'idea era di trovarci in pieno centro, a piazza del Popolo, e da lì scappare verso il mare o la collina.
"È una bella giornata" mi dice.
"Dai, andiamocene via da Ravenna che a me fa schifo" mi dice ancora.
Io annuisco e penso che se Ravenna non piace manco ai ravennati, un qualche fondo di verità dev'esserci per forza.
Ci incamminiamo e ad un certo punto passiamo di fronte a questa chiesa.
"Sei mai stata a San Vitale? Li hai mai visti i mosaici?".
Avanti LiLLy, adesso da brava, spiegagli qual è il tuo rapporto con i mosaici e l'arte bizantina. E sii sincera!
"I mosaici mi fanno cagare!"
"Ma no! Ma devi vederli, sono bellissimi, l'unica cosa bella che abbiamo qui. E se becchi una giornata molto soleggiata, magari in estate o in primavera puoi vedere dei giochi di luce spettacolari"
Insomma, alla fine mi convince.
Entro e indovinate un po' chi mi trovo davanti?
Signori e signore. Lettori e lettrici. Trattasi di un'orribile foto scattata con lo smartphone in condizioni di luce pessime. Ma vi garantisco che è lei. Tea.
"Guarda! L'imperatrice Teodora!"
"Caspita LiLLy, come sei informata!"
"Lascia perdere che conosco cose di Teodora che tu, comune mortale, nemmeno ti puoi immaginare"
E poco fuori San Vitale, il mausoleo di Galla Placidia. E pensare che ho detto a Sea che per me poteva anche smontarlo e portarselo a casa.
In realtà è molto bello.
Pubblico altre orribili foto, giusto per farvi vedere che ci sono stata sul serio.
"Allora LiLLy, ti sono piaciuti i mosaici?"
"Sì, molto belli"
"Non mi sembravi particolarmente emozionata"
"Emozionarmi? Io? Per un mosaico??? Ma va là, ci vuole ben altro per far emozionare me!"
Siccome la legge di attrazione in questo caso ha funzionato alla grande, adesso voglio provare con questo:
"LiLLy, dai addirittura Colin Firth!"
Macché. Colin Firth ormai è attempato. Quanta anni avrà? Sessanta?
No, io mi accontento di una copia molto fedele all'originale, che non superi i quaranta.
Adesso vi lascio che mi devo focalizzare sull'immagine mentale che mi sto facendo.
Dita incrociate!
Come viene spiegato in questa pagina:
"La legge di attrazione afferma che qualsiasi cosa su cui focalizzi la tua attenzione viene attratto nella tua vita e si manifsta nel mondo fisico. In sostanza il tuo focus determina la tua realtà, più coltivi nella tua mente una determinata immagine, associandole emozioni positive o negative, più aumentano le possilità che tale immagine diventi reale e trovi una corrispondenza concreta nella tua vita"
Bene, signore e signori. Miei cari amici e lettori.
Proprio l'altro giorno ho fissato attentamente sul pc la foto del mosaico che ritraeva la Tea, chiedendomi che cazzo avessi io da spartire con un'imperatrice bizantina.
Poi qualcuno mi ha svelato tutta una serie di aneddoti molto simpatici sulla sua intensa vita sessuale che mi hanno incuriosita alquanto.
E indovinate un po' cos'è successo?
Sabato pomeriggio. In quel di Ravenna. Sono con un amico, ravennate. Ravennate vero eh, mica importato come me.
L'idea era di trovarci in pieno centro, a piazza del Popolo, e da lì scappare verso il mare o la collina.
"È una bella giornata" mi dice.
"Dai, andiamocene via da Ravenna che a me fa schifo" mi dice ancora.
Io annuisco e penso che se Ravenna non piace manco ai ravennati, un qualche fondo di verità dev'esserci per forza.
Ci incamminiamo e ad un certo punto passiamo di fronte a questa chiesa.
"Sei mai stata a San Vitale? Li hai mai visti i mosaici?".
Avanti LiLLy, adesso da brava, spiegagli qual è il tuo rapporto con i mosaici e l'arte bizantina. E sii sincera!
"I mosaici mi fanno cagare!"
"Ma no! Ma devi vederli, sono bellissimi, l'unica cosa bella che abbiamo qui. E se becchi una giornata molto soleggiata, magari in estate o in primavera puoi vedere dei giochi di luce spettacolari"
Insomma, alla fine mi convince.
Entro e indovinate un po' chi mi trovo davanti?
Signori e signore. Lettori e lettrici. Trattasi di un'orribile foto scattata con lo smartphone in condizioni di luce pessime. Ma vi garantisco che è lei. Tea.
"Guarda! L'imperatrice Teodora!"
"Caspita LiLLy, come sei informata!"
"Lascia perdere che conosco cose di Teodora che tu, comune mortale, nemmeno ti puoi immaginare"
E poco fuori San Vitale, il mausoleo di Galla Placidia. E pensare che ho detto a Sea che per me poteva anche smontarlo e portarselo a casa.
In realtà è molto bello.
Pubblico altre orribili foto, giusto per farvi vedere che ci sono stata sul serio.
"Allora LiLLy, ti sono piaciuti i mosaici?"
"Sì, molto belli"
"Non mi sembravi particolarmente emozionata"
"Emozionarmi? Io? Per un mosaico??? Ma va là, ci vuole ben altro per far emozionare me!"
Siccome la legge di attrazione in questo caso ha funzionato alla grande, adesso voglio provare con questo:
"LiLLy, dai addirittura Colin Firth!"
Macché. Colin Firth ormai è attempato. Quanta anni avrà? Sessanta?
No, io mi accontento di una copia molto fedele all'originale, che non superi i quaranta.
Adesso vi lascio che mi devo focalizzare sull'immagine mentale che mi sto facendo.
Dita incrociate!
martedì 29 ottobre 2013
Col cuore spezzato
Noi donne siamo fatte male.
Ma no, perché generalizzare?
IO sono fatta male.
"Io mi so dar ottimi consigli, ma poi seguirli mai non so. E per questo nei pasticci spesso son"
Mi sento esattamente come Alice. Persa. Smarrita.
E anche vagamente idiota.
"LiLLy, insomma, sei sicura di voler iniziare questa cosa con me? Non vorrei farti soffrire"
"Soffrire chi, io? Ma stai scherzando?"
"Pensaci bene, prendi anche in considerazione i rischi che correresti, e, giusto per essere chiaro, ti ripeto. Non voglio farti soffrire"
"Io non soffro, io non mi illudo. E mica c'ho più tredici anni eh, ce ne ho quasi trenta. E poi se dovessi soffrire tu non c'entreresti nulla. La responsibilità sarebbe mia che in questa situazione mi ci sto mettendo con le mie mani"
(Apro una perentesi: ma vi rendete conto di quanto sono cazzona? Ma c'è qualcuna più cazzona di me? Ecco, se sì, fatemela conoscere, insieme credo che potremmo fare grandi cose)
"Mi stupisci, sei una ragazza davvero molto intelligente e matura"
Già. Matura. Avete presente le banane quando diventano nere? Le mele quando fanno i vermi? Gli acini d'uva quando appassiscono?
Che poi c'è anche il problema che quando quella noce rancida che ti trovi al posto del cervello capisce perfettamente la situazione a livello razionale, ma reagisce inviando segnali completamente opposti, ti ritrovi invasa da scariche ormonali pazzesche.Ti senti euforica e felice, come una giovincella alla prese con la prima cotta.
E inizi a pensare che forse, forse, nonostante lui sia impegnato, nonostante tutta la situazione di merda, una qualche speranza c'è.
Una parte di te si comporta "Come se" prima o poi qualcosa possa succedere.
"Ti ho preso una cosina...sai volevo farti una sorpresa"
E tu inizi a farti i film in testa.
Film in cui, come da copione, lui si prostra ai tuoi piedi inginocchiandosi. Ti dice che sei la donna della sua vita e tira fuori la scatola. Anzi, scusate, non la scatola. La Scatola. Quella che io mi sono sempre immaginata bianco candido vergineo. Quella con dentro l'anello.
Ebbene, caso mai ve ne fregasse qualcosa, l'anello me l'aveva preso sul serio.
Ma non quello che si infila al dito. Quello che si infila sul pene, che vibra e serve per stimolare il clitoride.
L'avete mai provato?
Sicuramente è molto piacevole.
Ma non così piacevole da lenire il mio senso di solitudine e da soddisfare il mio bisogno di sentirmi amata.
Ho capito che dovevo smettere di viaggiare con la fantasia un imprecisato giorno di metà settembre.
Eravamo in macchina, abbracciati stretti, la radio accesa.
Ad un certo punto si stacca da me, inizia a guardare un punto fisso nel vuoto.
Sembra perplesso, quasi impaurito.
Capisco che è arrivato il momento, il momento in cui lui sta prendendo, dolorosamente, coscienza dei sentimenti che prova per me.
Cosa posso fare? Sono emozionata, ho un nodo alla gola, quasi tremo.
E con un filo appena di voce gli chiedo..."A che pensi?"
"Non hai sentito? Hanno detto che avrebbero fatto sentire un pezzo dei Queen, ma questo che sta cantando non mi sembra Freddy Mercury...accidenti, non capisco"
Cazzo hai detto idiota d'un idiota? Cioè, io sto qua con la tremarella, che per poco mi viene un attacco di tachicardia, e tu te n vieni fuori con 'sta stronzata colossale? Ma ti rendi conto? Ma che cazzo ti suggerisce il cervello? Idiota, pirla, deficiente, testa di cazzo, minchione, faccia da culo, rimbambito che non sei altro?
"Infatti, non è Freddy Mercury. Non so che cazzo abbia capito tu, comunque è Janis Joplin"
Non so se rimasi più merdosamente male per il fatto che m'aveva confuso Janis Joplin con Freddy Mercury o se perché aveva, ancora una volta, disatteso i miei desideri.
So solo che mentre sentivo in sottofondo "Piece of my heart", mi venne una gran voglia di sbattergli violentemente la testa contro il finestrino chiuso della macchina.
Dolore. Dolore immenso. E rabbia cieca.
Ho capito che dovevo farla finita l'ultima volta che abbiamo passato la notte insieme.
Mi sentivo ancora una volta, persa, smarrita, in balìa degli eventi.
E, in quell'antro buio e freddo dove mai batte il sole, che è il mio piccolo cuore impaurito, ho chiesto un segno, una prova tangibile di tutto ciò che quella notte era stato per noi e per me.
Per una volta i miei desideri sono stati esauditi.
Mi è venuta la cistite acuta. La prossima volta che chiederò un segno, cercherò di essere meno vaga, altrimenti chissà che cazzo mi combina il Grande Capo.
Siccome ho sottolineato più di una volta, quanto io sia una persona saggia, intelligente, equilibrata, matura, perspicace e intelligente, voglio stare al di sopra delle parti, come è giusto che sia. Non voglio dare la colpa a me stessa. Dopotutto avere fame d'amore ti confonde e ti rende vulnerabile.
Non voglio dare la colpa a lui che è sempre stato chiaro.
No, io la colpa la do a Joker che ha portato una sfiga pazzesca e me l'ha mandata quando in un commento mi ha scritto "Ti spezzerà il cuore, lo sai?".
Joker, hai mai pensato di mandare il curriculum a Vanna Marchi? *
Di solito quando la vita sentimentale va male, la soluzione migliore sarebbe buttarsi a capofitto nel lavoro. Che non ho.
"Suvvia LiLLy, non disperare, cerca sostegno nei tuoi affetti più cari"
I miei affetti più cari stanno a 350 chilometri di distanza.
"E allora? Che cosa vuoi fare?"
Intanto me ne vado a Roma.
Poi si vedrà
"O mio dio! Cosa sta succedendo? Dove vai? A Roma? Ma che cazzo stai combinando?"
E minchia, ma tutto adesso vi devo dire?
*Joker, please, concedimi l'onore di prenderti in giro. Scherzarci sopra è l'unica cosa che mi rimane da fare adesso :(
Ma no, perché generalizzare?
IO sono fatta male.
"Io mi so dar ottimi consigli, ma poi seguirli mai non so. E per questo nei pasticci spesso son"
Mi sento esattamente come Alice. Persa. Smarrita.
E anche vagamente idiota.
"LiLLy, insomma, sei sicura di voler iniziare questa cosa con me? Non vorrei farti soffrire"
"Soffrire chi, io? Ma stai scherzando?"
"Pensaci bene, prendi anche in considerazione i rischi che correresti, e, giusto per essere chiaro, ti ripeto. Non voglio farti soffrire"
"Io non soffro, io non mi illudo. E mica c'ho più tredici anni eh, ce ne ho quasi trenta. E poi se dovessi soffrire tu non c'entreresti nulla. La responsibilità sarebbe mia che in questa situazione mi ci sto mettendo con le mie mani"
(Apro una perentesi: ma vi rendete conto di quanto sono cazzona? Ma c'è qualcuna più cazzona di me? Ecco, se sì, fatemela conoscere, insieme credo che potremmo fare grandi cose)
"Mi stupisci, sei una ragazza davvero molto intelligente e matura"
Già. Matura. Avete presente le banane quando diventano nere? Le mele quando fanno i vermi? Gli acini d'uva quando appassiscono?
Che poi c'è anche il problema che quando quella noce rancida che ti trovi al posto del cervello capisce perfettamente la situazione a livello razionale, ma reagisce inviando segnali completamente opposti, ti ritrovi invasa da scariche ormonali pazzesche.Ti senti euforica e felice, come una giovincella alla prese con la prima cotta.
E inizi a pensare che forse, forse, nonostante lui sia impegnato, nonostante tutta la situazione di merda, una qualche speranza c'è.
Una parte di te si comporta "Come se" prima o poi qualcosa possa succedere.
"Ti ho preso una cosina...sai volevo farti una sorpresa"
E tu inizi a farti i film in testa.
Film in cui, come da copione, lui si prostra ai tuoi piedi inginocchiandosi. Ti dice che sei la donna della sua vita e tira fuori la scatola. Anzi, scusate, non la scatola. La Scatola. Quella che io mi sono sempre immaginata bianco candido vergineo. Quella con dentro l'anello.
Ebbene, caso mai ve ne fregasse qualcosa, l'anello me l'aveva preso sul serio.
Ma non quello che si infila al dito. Quello che si infila sul pene, che vibra e serve per stimolare il clitoride.
L'avete mai provato?
Sicuramente è molto piacevole.
Ma non così piacevole da lenire il mio senso di solitudine e da soddisfare il mio bisogno di sentirmi amata.
Ho capito che dovevo smettere di viaggiare con la fantasia un imprecisato giorno di metà settembre.
Eravamo in macchina, abbracciati stretti, la radio accesa.
Ad un certo punto si stacca da me, inizia a guardare un punto fisso nel vuoto.
Sembra perplesso, quasi impaurito.
Capisco che è arrivato il momento, il momento in cui lui sta prendendo, dolorosamente, coscienza dei sentimenti che prova per me.
Cosa posso fare? Sono emozionata, ho un nodo alla gola, quasi tremo.
E con un filo appena di voce gli chiedo..."A che pensi?"
"Non hai sentito? Hanno detto che avrebbero fatto sentire un pezzo dei Queen, ma questo che sta cantando non mi sembra Freddy Mercury...accidenti, non capisco"
Cazzo hai detto idiota d'un idiota? Cioè, io sto qua con la tremarella, che per poco mi viene un attacco di tachicardia, e tu te n vieni fuori con 'sta stronzata colossale? Ma ti rendi conto? Ma che cazzo ti suggerisce il cervello? Idiota, pirla, deficiente, testa di cazzo, minchione, faccia da culo, rimbambito che non sei altro?
"Infatti, non è Freddy Mercury. Non so che cazzo abbia capito tu, comunque è Janis Joplin"
Non so se rimasi più merdosamente male per il fatto che m'aveva confuso Janis Joplin con Freddy Mercury o se perché aveva, ancora una volta, disatteso i miei desideri.
So solo che mentre sentivo in sottofondo "Piece of my heart", mi venne una gran voglia di sbattergli violentemente la testa contro il finestrino chiuso della macchina.
Dolore. Dolore immenso. E rabbia cieca.
Ho capito che dovevo farla finita l'ultima volta che abbiamo passato la notte insieme.
Mi sentivo ancora una volta, persa, smarrita, in balìa degli eventi.
E, in quell'antro buio e freddo dove mai batte il sole, che è il mio piccolo cuore impaurito, ho chiesto un segno, una prova tangibile di tutto ciò che quella notte era stato per noi e per me.
Per una volta i miei desideri sono stati esauditi.
Mi è venuta la cistite acuta. La prossima volta che chiederò un segno, cercherò di essere meno vaga, altrimenti chissà che cazzo mi combina il Grande Capo.
Siccome ho sottolineato più di una volta, quanto io sia una persona saggia, intelligente, equilibrata, matura, perspicace e intelligente, voglio stare al di sopra delle parti, come è giusto che sia. Non voglio dare la colpa a me stessa. Dopotutto avere fame d'amore ti confonde e ti rende vulnerabile.
Non voglio dare la colpa a lui che è sempre stato chiaro.
No, io la colpa la do a Joker che ha portato una sfiga pazzesca e me l'ha mandata quando in un commento mi ha scritto "Ti spezzerà il cuore, lo sai?".
Joker, hai mai pensato di mandare il curriculum a Vanna Marchi? *
Di solito quando la vita sentimentale va male, la soluzione migliore sarebbe buttarsi a capofitto nel lavoro. Che non ho.
"Suvvia LiLLy, non disperare, cerca sostegno nei tuoi affetti più cari"
I miei affetti più cari stanno a 350 chilometri di distanza.
"E allora? Che cosa vuoi fare?"
Intanto me ne vado a Roma.
Poi si vedrà
"O mio dio! Cosa sta succedendo? Dove vai? A Roma? Ma che cazzo stai combinando?"
E minchia, ma tutto adesso vi devo dire?
*Joker, please, concedimi l'onore di prenderti in giro. Scherzarci sopra è l'unica cosa che mi rimane da fare adesso :(
Etichette:
Cambiovita,
Confusione,
ESticazzi,
Sfoghi,
Singletudine,
Uomini
lunedì 30 settembre 2013
Il dente avvelenato
(un bel po' di tempo fa, quando ancora credevo che questo blog potesse mantenere una certa parvenza di serietà e quando credevo di essere una persona che avesse veramente qualcosa di importante da dire, questo post non l'avrei mai pubblicato. Ma siccome mi sono accorta che non faccio altro che pubblicare minchiate dalla mattina alla sera, beccatevi pure questa)
Sono incazzata come una biscia.
"N'altra volta?"
No, l'altra volta ero incazzata come una faina. Oggi sono incazzata come una biscia. È diverso. Ma la faina che animale è? Lo sapete? Io no.
Vi ho sempre deliziato raccontandovi delle mie mirabolanti avventure sentimentali (un eufemismo per dire che vi ho fatto due maroni così parlandovi della mia tristissima vita amorosa), beh.
Voglio deliziarvi ancora.
E preparatevi perché a 'sto giro i maroni saranno belli gonfi.
Ho una (non so nemmeno come definirla. "Storia"? Non va bene. "Relazione"? Nemmeno. "Amicizia"? Ma col cazzo. Chiamiamola con il generico "Cosa" che è meglio")
Quindi, riprendendo il discorso, ho una cosa con un tizio che dura ormai da quasi sei mesi.
Notare, i sei mesi, sono sei mesi della mia preziossima vita.
Lui è impegnato con un'altra persona che non conosco e che non voglio manco sapere né chi sia, né da dove venga.
Ora, una persona matura, intelligente ma soprattutto equilibrata come la sottoscritta, secondo voi come reagisce di fronte a questa situazione alquanto particolare?
Reagisce provando sentimenti contrastanti. A volte inconciliabili tra loro. Come se non ci fosse una LiLLy sola, ma almeno tre o quattro LiLLy, costrette a condividere lo stesso tetto neuronale. E queste LiLLy litigano come pazze, si prendono a borsettate in testa, si lanciano posaceneri, se ne dicono di tutti i colori. Uno spettacolo a dir poco raccapricciante.
C'è la LiLLy del "Ma che cazzo me ne frega, fatemi ridere, fatemi dire quattro stronzate, datemi un po' di cibo, due carezze e sono la persona più felice sulla terra".
Quella LiLLy, sa godersi i bei momenti che passa con lui. Quella LiLLy non pensa a niente, non si fa seghe mentali, non pensa al futuro, pensa solo a stare bene. È felice, ed è felice di sapere che anche lui è felice.
Questa LiLLy però detesta profondamente l'altra LiLLy, quella cagacazzo.
La LiLLy cagacazzo è triste, depressa ma soprattutto incazzata col mondo.E si incazza ancora di più nel constatare la felicità altrui perché sotto, sotto, rosica d'invidia.
Quella LiLLy cagacazzo ce l'ha a morte con lui.
Perché lui non c'è sempre.
Perché lui il pacchetto completo non se lo vuole pigliare.
Perché lui può permettersi il lusso di una relazione. E pure dell'extra.
Infine c'è la LiLLy che sta scrivendo adesso, quella che guarda le altre due LiLLy e si domanda con che cazzo di gente le tocca convivere. Questa LiLLy si occupa delle public-relations e cerca di fare di tutto pur di sembrare una persona sana di mente agli occhi di lui. Anche se a volte cercare di nascondere i casini che le altre due sciagurate combinano diventa un casino.
Come è successo ieri sera.
Ho fatto outing.
Gli ho fatto capire che non ce la faccio. Che troppo spesso mi sento vuota.
Immaginate la tempesta emotiva che si è scatenata in me leggendo risposte del tipo:
"Anche a me è successo di provare una sensazione simile con te. Ma solo una volta, poi mi è passato"
Solo una volta? Ti è passato?
MA LI MORTACCI TUA.
e
"Forse hai bisogno di una relazione più stabile. Forse hai bisogno di staccarti da me"
Cosa, cosa, cosa, scusa? Distacco? Adesso?
MA VAFFANCULO.
Ecco, se dovessi rispondergli ora credo che lo ucciderei psicologicamente, quindi lascio perdere.
Non mi sarei mai dovuta cacciare in questa situazione. Sono proprio un'idiota.
Che sarà di me?
Avrei volentieri riempito il mio vuoto interiore con quintali di crema al mascarpone, ma ho deciso di iniziare a mangiare sano. Fanculo.
Se sostituissi la crema al mascarpone con dei peperoni crudi in insalata dite che va bene lo stesso?
Sono incazzata come una biscia.
"N'altra volta?"
No, l'altra volta ero incazzata come una faina. Oggi sono incazzata come una biscia. È diverso. Ma la faina che animale è? Lo sapete? Io no.
Vi ho sempre deliziato raccontandovi delle mie mirabolanti avventure sentimentali (un eufemismo per dire che vi ho fatto due maroni così parlandovi della mia tristissima vita amorosa), beh.
Voglio deliziarvi ancora.
E preparatevi perché a 'sto giro i maroni saranno belli gonfi.
Ho una (non so nemmeno come definirla. "Storia"? Non va bene. "Relazione"? Nemmeno. "Amicizia"? Ma col cazzo. Chiamiamola con il generico "Cosa" che è meglio")
Quindi, riprendendo il discorso, ho una cosa con un tizio che dura ormai da quasi sei mesi.
Notare, i sei mesi, sono sei mesi della mia preziossima vita.
Lui è impegnato con un'altra persona che non conosco e che non voglio manco sapere né chi sia, né da dove venga.
Ora, una persona matura, intelligente ma soprattutto equilibrata come la sottoscritta, secondo voi come reagisce di fronte a questa situazione alquanto particolare?
Reagisce provando sentimenti contrastanti. A volte inconciliabili tra loro. Come se non ci fosse una LiLLy sola, ma almeno tre o quattro LiLLy, costrette a condividere lo stesso tetto neuronale. E queste LiLLy litigano come pazze, si prendono a borsettate in testa, si lanciano posaceneri, se ne dicono di tutti i colori. Uno spettacolo a dir poco raccapricciante.
C'è la LiLLy del "Ma che cazzo me ne frega, fatemi ridere, fatemi dire quattro stronzate, datemi un po' di cibo, due carezze e sono la persona più felice sulla terra".
Quella LiLLy, sa godersi i bei momenti che passa con lui. Quella LiLLy non pensa a niente, non si fa seghe mentali, non pensa al futuro, pensa solo a stare bene. È felice, ed è felice di sapere che anche lui è felice.
Questa LiLLy però detesta profondamente l'altra LiLLy, quella cagacazzo.
La LiLLy cagacazzo è triste, depressa ma soprattutto incazzata col mondo.E si incazza ancora di più nel constatare la felicità altrui perché sotto, sotto, rosica d'invidia.
Quella LiLLy cagacazzo ce l'ha a morte con lui.
Perché lui non c'è sempre.
Perché lui il pacchetto completo non se lo vuole pigliare.
Perché lui può permettersi il lusso di una relazione. E pure dell'extra.
Infine c'è la LiLLy che sta scrivendo adesso, quella che guarda le altre due LiLLy e si domanda con che cazzo di gente le tocca convivere. Questa LiLLy si occupa delle public-relations e cerca di fare di tutto pur di sembrare una persona sana di mente agli occhi di lui. Anche se a volte cercare di nascondere i casini che le altre due sciagurate combinano diventa un casino.
Come è successo ieri sera.
Ho fatto outing.
Gli ho fatto capire che non ce la faccio. Che troppo spesso mi sento vuota.
Immaginate la tempesta emotiva che si è scatenata in me leggendo risposte del tipo:
"Anche a me è successo di provare una sensazione simile con te. Ma solo una volta, poi mi è passato"
Solo una volta? Ti è passato?
MA LI MORTACCI TUA.
e
"Forse hai bisogno di una relazione più stabile. Forse hai bisogno di staccarti da me"
Cosa, cosa, cosa, scusa? Distacco? Adesso?
MA VAFFANCULO.
Ecco, se dovessi rispondergli ora credo che lo ucciderei psicologicamente, quindi lascio perdere.
Non mi sarei mai dovuta cacciare in questa situazione. Sono proprio un'idiota.
Che sarà di me?
Avrei volentieri riempito il mio vuoto interiore con quintali di crema al mascarpone, ma ho deciso di iniziare a mangiare sano. Fanculo.
Se sostituissi la crema al mascarpone con dei peperoni crudi in insalata dite che va bene lo stesso?
lunedì 27 maggio 2013
Tradimenti
Questo sarà il primo di tutta una serie di post che avranno come tematica centrale le mie pippe mentali.
Ahimè.
Che vivere serena, senza farmi troppi problemi, è una condizione che proprio non mi appartiene.
Problema numero uno: mi sento scissa.
E non è che sia un problemino da niente.
Da una parte sento che mi manca qualcosa. Ed è sempre la solita storia che l'altra metà del mio letto matrimoniale è vuota. O meglio, c'è Pippo, il mio pupazzo.
Il problema è che Pippo non t'abbraccia, non parla e non ti fa i grattini. Senza contare che dall'84 ad oggi è sempre lui, un po' più sbiadito ma con la stessa faccia da pirla
Insomma, che due coglioni Pippo.
D'altra parte parole come "matrimonio", "fidanzamento" o "convivenza", mi provocano una reazione allergica pazzesca. Tipo che mi viene 'sto prurito addosso che mi gratterei via pure la pelle se potessi.
Una parte di me non si vuole fermare. Una parte di me pensa che in carcere non ci vuole finire.
Perché conoscere e dedicarsi ad una persona sola, quando il mondo là fuori è pieno di persone da scoprire? Perché? Ma non è bellissimo quel momento in cui inizi a prendere confidenza con qualcuno, quel momento in cui le distanze si accorciano e i confini saltano? Io amo il "brivido della scoperta" anche perché mi è mancato (più o meno) per dieci lunghissimi anni.
Adesso me lo posso concedere.
Il secondo problema è che per quanto sia andato tutto a puttane, i precedenti 10 anni di fidanzamento pulito, sicuramente non mi hanno preparata ad affrontare il mondo là fuori.
Diciamo che forse adesso mi sto rendendo conto che vivevo in un'isola felice dove il tradimento semplicemente non esisteva, sesso e sentimenti coincidevano e il detto che gli uomini pensano solo a scopare era solo un ingiusto pregiudizio.
Ci mancavano solo i due liocorni e i mini pony.
Adesso mi guardo intorno basita.
Quasi tutte le persone che conosco sono impegnate.
Il copione è sempre quello.
All'inizio non ti dicono niente, quando la situazione inizia a scaldarsi, per non avere ripensamenti di coscienza e per evitare casini, ti mandano il fatidico messaggio, perché parlare di persona si sa, è difficile e costa fatica.
Messaggio che inizia sempre con "C'è una cosa che non ti ho detto".
Quanto sono prevedibili.
E quanto sono cogliona io che non ci arrivo mai prima.
-"C'è una cosa che non ti ho detto sono fidanzato da cinque"
"Cinque cosa testa di minchia? Settimane? Mesi?"
"Anni"
"Ma che cazzo"
-"C'è una cosa che non ti ho detto: sono sposato"
...
1 mese dopo: "Ehy, ma perché non rispondi? Come stai? Io sto bene, la mia bimba cresce"
"Scusa ? Hai una figlia? E quanti anni ha?"
"Tesoro, la mia bimba ha un mese, ti mando la foto, la vuoi vedere?"
-"C'è una cosa che non ti ho detto"
"E te pareva"
"Sono insieme ad un'altra, io non te l'ho detto, tu però non hai chiesto"
"Ah, adesso è colpa mia?"
-"Posso essere sincero con te?"
"Originale il ragazzo. Si, ok, ho capito, hai la ragazza vero?"
"No"
"Cristo santissimo, non ci credo!"
"Siamo in pausa"
"Fanculo"
Ma il meglio del meglio è stato sabato sera. La serata degli adii al nubilato e al celibato. Ne avrò contati almeno 5 tra future spose e sposi con amici al seguito. Cazzi di plastica e bambole gonfiabili ovunque. 'Na tristezza immensa.
Poi sul tardi arriva lui, si presenta come "Lo sposo" e mi chiede se gli posso concedere il suo ultimo ballo prima del fatidico evento.
Io vedo gli amici ridacchiare e penso che si tratti di una penitenza o di uno scherzo come spesso succede agli addii al celibato.
Sto al gioco e accetto, tanto "Cosa c'è di più innocuo di un futuro sposo?".
In sottofondo c'è l'azzecatissima "Always" di Bon Jovi.
E mentre siamo lì che balliamo in modo socialmente accettabile, scambiamo qualche parola. Di dove sei, cosa fai nella vita, e bla bla bla
Tutto nella norma.
Poi, ad un certo punto, prima ancora che la canzone finisse:
"Senti ma, un giro in spiaggia ti va?"
"Coooosa?"
"E dai che hai capito"
"Ma tu mica ti devi sposare?"
"Ma si, TANTO IL MATRIMONIO È TRA UN MESE"
Mi stacco.
"Scusa, forse sto correndo troppo. Me lo dai il tuo numero?"
"Ma tu ti devi sposare, ma ti rendi conto?"
E inizia a parlarmi di lei. Del figlio. Dei problemi. Che lei l'ha già chiamato due volte nell'arco della serata.
A me viene il prurito.
Me ne vado.
Io giuro che non ci sto capendo più un cazzo. Né di me, né degli altri.
Penso solamente che prima della menopausa vorrei innamorarmi ancora totalmente come mi è successo anni fa. Vorrei diventare madre. Conoscere la persona giusta (che non sia impegnata magari). Ma soprattutto vorrei capire se devo rivedere il concetto di "coppia" che ho sempre avuto.
Vorrei capire come e dove collocare il brivido della scoperta una volta che i giochi finiranno.
Ma i giochi finiranno davvero?
Ma io una famiglia la voglio sul serio?
Ma io sono del tutto sana di mente? Ho dei problemi per caso?
Ma soprattutto: che cazzo di gente ho conosciuto negli ultimi mesi?
Ahimè.
Che vivere serena, senza farmi troppi problemi, è una condizione che proprio non mi appartiene.
Problema numero uno: mi sento scissa.
E non è che sia un problemino da niente.
Da una parte sento che mi manca qualcosa. Ed è sempre la solita storia che l'altra metà del mio letto matrimoniale è vuota. O meglio, c'è Pippo, il mio pupazzo.
Il problema è che Pippo non t'abbraccia, non parla e non ti fa i grattini. Senza contare che dall'84 ad oggi è sempre lui, un po' più sbiadito ma con la stessa faccia da pirla
Insomma, che due coglioni Pippo.
D'altra parte parole come "matrimonio", "fidanzamento" o "convivenza", mi provocano una reazione allergica pazzesca. Tipo che mi viene 'sto prurito addosso che mi gratterei via pure la pelle se potessi.
Una parte di me non si vuole fermare. Una parte di me pensa che in carcere non ci vuole finire.
Perché conoscere e dedicarsi ad una persona sola, quando il mondo là fuori è pieno di persone da scoprire? Perché? Ma non è bellissimo quel momento in cui inizi a prendere confidenza con qualcuno, quel momento in cui le distanze si accorciano e i confini saltano? Io amo il "brivido della scoperta" anche perché mi è mancato (più o meno) per dieci lunghissimi anni.
Adesso me lo posso concedere.
Il secondo problema è che per quanto sia andato tutto a puttane, i precedenti 10 anni di fidanzamento pulito, sicuramente non mi hanno preparata ad affrontare il mondo là fuori.
Diciamo che forse adesso mi sto rendendo conto che vivevo in un'isola felice dove il tradimento semplicemente non esisteva, sesso e sentimenti coincidevano e il detto che gli uomini pensano solo a scopare era solo un ingiusto pregiudizio.
Ci mancavano solo i due liocorni e i mini pony.
Adesso mi guardo intorno basita.
Quasi tutte le persone che conosco sono impegnate.
Il copione è sempre quello.
All'inizio non ti dicono niente, quando la situazione inizia a scaldarsi, per non avere ripensamenti di coscienza e per evitare casini, ti mandano il fatidico messaggio, perché parlare di persona si sa, è difficile e costa fatica.
Messaggio che inizia sempre con "C'è una cosa che non ti ho detto".
Quanto sono prevedibili.
E quanto sono cogliona io che non ci arrivo mai prima.
-"C'è una cosa che non ti ho detto sono fidanzato da cinque"
"Cinque cosa testa di minchia? Settimane? Mesi?"
"Anni"
"Ma che cazzo"
-"C'è una cosa che non ti ho detto: sono sposato"
...
1 mese dopo: "Ehy, ma perché non rispondi? Come stai? Io sto bene, la mia bimba cresce"
"Scusa ? Hai una figlia? E quanti anni ha?"
"Tesoro, la mia bimba ha un mese, ti mando la foto, la vuoi vedere?"
-"C'è una cosa che non ti ho detto"
"E te pareva"
"Sono insieme ad un'altra, io non te l'ho detto, tu però non hai chiesto"
"Ah, adesso è colpa mia?"
-"Posso essere sincero con te?"
"Originale il ragazzo. Si, ok, ho capito, hai la ragazza vero?"
"No"
"Cristo santissimo, non ci credo!"
"Siamo in pausa"
"Fanculo"
Ma il meglio del meglio è stato sabato sera. La serata degli adii al nubilato e al celibato. Ne avrò contati almeno 5 tra future spose e sposi con amici al seguito. Cazzi di plastica e bambole gonfiabili ovunque. 'Na tristezza immensa.
Poi sul tardi arriva lui, si presenta come "Lo sposo" e mi chiede se gli posso concedere il suo ultimo ballo prima del fatidico evento.
Io vedo gli amici ridacchiare e penso che si tratti di una penitenza o di uno scherzo come spesso succede agli addii al celibato.
Sto al gioco e accetto, tanto "Cosa c'è di più innocuo di un futuro sposo?".
In sottofondo c'è l'azzecatissima "Always" di Bon Jovi.
E mentre siamo lì che balliamo in modo socialmente accettabile, scambiamo qualche parola. Di dove sei, cosa fai nella vita, e bla bla bla
Tutto nella norma.
Poi, ad un certo punto, prima ancora che la canzone finisse:
"Senti ma, un giro in spiaggia ti va?"
"Coooosa?"
"E dai che hai capito"
"Ma tu mica ti devi sposare?"
"Ma si, TANTO IL MATRIMONIO È TRA UN MESE"
Mi stacco.
"Scusa, forse sto correndo troppo. Me lo dai il tuo numero?"
"Ma tu ti devi sposare, ma ti rendi conto?"
E inizia a parlarmi di lei. Del figlio. Dei problemi. Che lei l'ha già chiamato due volte nell'arco della serata.
A me viene il prurito.
Me ne vado.
Io giuro che non ci sto capendo più un cazzo. Né di me, né degli altri.
Penso solamente che prima della menopausa vorrei innamorarmi ancora totalmente come mi è successo anni fa. Vorrei diventare madre. Conoscere la persona giusta (che non sia impegnata magari). Ma soprattutto vorrei capire se devo rivedere il concetto di "coppia" che ho sempre avuto.
Vorrei capire come e dove collocare il brivido della scoperta una volta che i giochi finiranno.
Ma i giochi finiranno davvero?
Ma io una famiglia la voglio sul serio?
Ma io sono del tutto sana di mente? Ho dei problemi per caso?
Ma soprattutto: che cazzo di gente ho conosciuto negli ultimi mesi?
venerdì 15 marzo 2013
LiLLy in wonderCHATland
Metti una sera in chat.
Metti che ci entri usando il fighissimo nick Luna.
E metti che ti sei imposta di trovare assolutissimamente l'uomo della tua vita entro il prossimo mese.
"Ma LiLLy carissima, ma come fai a importi di voler trovare un uomo? Della tua vita poi!! E dove? In chat? Ma tu stai male!!"
"male?Male?MALE?
Muah ah aha (risata satanica).
Sto MALISSIMO e ne vado fottutamente orgogliosa, va bene?"
Entro in chat.
Piuttosto che tanti nick del cazzo apprezzo l'onestà di chi usa semplicemente il proprio nome.
Così questo Giuseppe che mi scrive "Buonasera" mi ispira una simpatia immediata
"Buonasera"
"Sera..."
"Sei salita?"
"... Salita?In che senso scusa?"
"Sei la luna, sei salita in cielo..."
E stigrancazzi!Tetta sinistra, tetta sinistra, TETTA SINISTRA!
"Ehm...io in cielo spero di salirci il più tardi possibile".
"Intentevo come luna" (scritto proprio così, "intentevo")
"..."
"Vuoi vedermi nudo?"
Adieu Giuseppe.
E adesso vediamo un po' chi altro mi scrive mmm... Mipiaceguardare79.
"Buonasera Luna, ti interessi di cuckold?"
N'altro pervertito?E che cazzo è sta roba?
"No, non so cosa sia, puoi illuminarmi?"
"Cuckold è chi vorrebbe vedere il partner che fa sesso con un'altra persona"
"Anche il mio ex voleva fare cuckold"
"Ah davvero?"
"Si, quello che si trombava un'altra era lui. Però a me non era concesso guardare."
"Ah..."
Mi viene da piangere e fuggo. Esco, cambio nick, rientro.
"Ciao, piacere, io sono Andrea"
O mio dio!Una persona normale!.
Seguono i soliti bla bla bla e mi chiede di descrivermi
"Senti, posso farti una domanda?"
"Si, dimmi pure Andrea"
"Sto cercando di immaginarmi i tuoi piedini..che numero porti"
Miiiii che minchia di serata, n'altro fissato coi piedi.
"Non so se si possano definire piedini. porto il 40"
E fu così che Andrea non rispose.
Mai più.
Seguono Fra81Bologna che cazzo era pure vicino. Peccato.
Peccato perchè all'inizio mi sembrava un tipo simpatico e sveglio.
Sembrava.
"E che musica ascolti Fra?"
"Non è facile da spiegare...di solito mi criticano tutti."
"U signur, addirittura?"
"Si"
"E vabbè dai, sei in un contesto protetto, esprimiti pure"
"Mi piace Gigi D'Alessio"
Minuti di silenzio.
Sono stata colta alla sprovvista pure io.
"Solo una domanda Fra. Perchè?"
"Ci sono ragazzi che ascoltano quella musica di merda che c'è in discotaca e si drogano pure e a me mi criticate perchè mi piace Gigi?"
"A Fra, ma guarda che la droga è meglio di Gigi."
Fra non ha apprezzato la battuta e inizia ad insultarmi.
Esco, cambio nick, rientro.
Alla fine lo trovo. Dopo un attento lavoro si scrematura lo trovo.
Poco più grande di me. Simpatico e divertente.
Ci piacciono gli stessi libri, gli stessi film, la stessa musica.
"Ci siamo trovati!LiLLy, ci siamo trovati!Non ho mai beccato nessuna come te"
"Manco io!"
N'altro come me... pensa che botta di culo.
"Ci troviamo uno di queste sere in chat...ok? Poi dovremme anche decidere quando e dove vederci"
"Beh...c'è tempo per quello no? Ci siamo appena conosciuti!"
"Si, si, certo, solo una cosa"
"Che c'è?"
"Credo che sia disonesto se tu ti dovessi sentire nel frattempo con qualcun'altro"
"Ma io ti conosco da un quarto d'ora"
"Il tempo è relativo"
"Ma io non so neanche chi sei"
"Lo scoprirai col tempo"
"Mmm... magari anche no."
E questo è quanto.
Vorrei poter dire che tutto cià che ho scritto sia frutto della mia mente malata.
Il bello è che è tutto vero :)
Metti che ci entri usando il fighissimo nick Luna.
E metti che ti sei imposta di trovare assolutissimamente l'uomo della tua vita entro il prossimo mese.
"Ma LiLLy carissima, ma come fai a importi di voler trovare un uomo? Della tua vita poi!! E dove? In chat? Ma tu stai male!!"
"male?Male?MALE?
Muah ah aha (risata satanica).
Sto MALISSIMO e ne vado fottutamente orgogliosa, va bene?"
Entro in chat.
Piuttosto che tanti nick del cazzo apprezzo l'onestà di chi usa semplicemente il proprio nome.
Così questo Giuseppe che mi scrive "Buonasera" mi ispira una simpatia immediata
"Buonasera"
"Sera..."
"Sei salita?"
"... Salita?In che senso scusa?"
"Sei la luna, sei salita in cielo..."
E stigrancazzi!Tetta sinistra, tetta sinistra, TETTA SINISTRA!
"Ehm...io in cielo spero di salirci il più tardi possibile".
"Intentevo come luna" (scritto proprio così, "intentevo")
"..."
"Vuoi vedermi nudo?"
Adieu Giuseppe.
E adesso vediamo un po' chi altro mi scrive mmm... Mipiaceguardare79.
"Buonasera Luna, ti interessi di cuckold?"
N'altro pervertito?E che cazzo è sta roba?
"No, non so cosa sia, puoi illuminarmi?"
"Cuckold è chi vorrebbe vedere il partner che fa sesso con un'altra persona"
"Anche il mio ex voleva fare cuckold"
"Ah davvero?"
"Si, quello che si trombava un'altra era lui. Però a me non era concesso guardare."
"Ah..."
Mi viene da piangere e fuggo. Esco, cambio nick, rientro.
"Ciao, piacere, io sono Andrea"
O mio dio!Una persona normale!.
Seguono i soliti bla bla bla e mi chiede di descrivermi
"Senti, posso farti una domanda?"
"Si, dimmi pure Andrea"
"Sto cercando di immaginarmi i tuoi piedini..che numero porti"
Miiiii che minchia di serata, n'altro fissato coi piedi.
"Non so se si possano definire piedini. porto il 40"
E fu così che Andrea non rispose.
Mai più.
Seguono Fra81Bologna che cazzo era pure vicino. Peccato.
Peccato perchè all'inizio mi sembrava un tipo simpatico e sveglio.
Sembrava.
"E che musica ascolti Fra?"
"Non è facile da spiegare...di solito mi criticano tutti."
"U signur, addirittura?"
"Si"
"E vabbè dai, sei in un contesto protetto, esprimiti pure"
"Mi piace Gigi D'Alessio"
Minuti di silenzio.
Sono stata colta alla sprovvista pure io.
"Solo una domanda Fra. Perchè?"
"Ci sono ragazzi che ascoltano quella musica di merda che c'è in discotaca e si drogano pure e a me mi criticate perchè mi piace Gigi?"
"A Fra, ma guarda che la droga è meglio di Gigi."
Fra non ha apprezzato la battuta e inizia ad insultarmi.
Esco, cambio nick, rientro.
Alla fine lo trovo. Dopo un attento lavoro si scrematura lo trovo.
Poco più grande di me. Simpatico e divertente.
Ci piacciono gli stessi libri, gli stessi film, la stessa musica.
"Ci siamo trovati!LiLLy, ci siamo trovati!Non ho mai beccato nessuna come te"
"Manco io!"
N'altro come me... pensa che botta di culo.
"Ci troviamo uno di queste sere in chat...ok? Poi dovremme anche decidere quando e dove vederci"
"Beh...c'è tempo per quello no? Ci siamo appena conosciuti!"
"Si, si, certo, solo una cosa"
"Che c'è?"
"Credo che sia disonesto se tu ti dovessi sentire nel frattempo con qualcun'altro"
"Ma io ti conosco da un quarto d'ora"
"Il tempo è relativo"
"Ma io non so neanche chi sei"
"Lo scoprirai col tempo"
"Mmm... magari anche no."
E questo è quanto.
Vorrei poter dire che tutto cià che ho scritto sia frutto della mia mente malata.
Il bello è che è tutto vero :)
giovedì 7 marzo 2013
Gli uomini non capiscono un cazzo, parte seconda.
La serata procede bene. Lui ti piace, tu gli piaci.
Ti sei preoccupata di mandare tutta una serie di messaggi subliminiali in sequenza per fargli capire che:
a) Non sei una di quelle che parte a caccia del fidanzato solo perchè c'ha quasi trent'anni e ha paura di stare da sola.
b) Non sei affamata di sesso. O almeno non sei affamata di sesso e basta. Un po' si, ma non troppo.
c) Sei una "donna" dotata di un minimo di cervello, con cui si può conversare piacevolmente e di tutto, simpatica e alla mano.
d) Godi di buona salute e di un buono status sociale. Il che tra i primati rappresenta un vantaggio non indifferente nelle interazioni maschio-femmina.
"Mi piacerebbe vederti ancora!". Dico io, povera femmina ingenua.
"Anche io!" Dice lui, la sottospecie di ominide.
L'ominide ovviamente non si fa più sentire e usa la strategia del "Non apirò mai il messaggio che mi hai scritto su facebook, così pensarai che non l'ho mai letto e visualizzato", dimostrando così un quoziente intellettivo ancora inferiore alle mie già basse aspettative.
Io, che non ho mai elemosinato attenzioni a nessuno, di sicuro non le elemosino all'ominide con un quoziente intellettivo da ameba. Ma anche lasciar morire tutto così mi sembra stupido e io, di solito, sto bene attenta dal farmi contagiare dalla stupidità altrui.
Ogni tanto mi verrebbe voglia di scrivergli qualcosa, qualcosa che sia un concentrato di indifferenza e cattiveria, ma non so neanche io cosa.
Come dissi già in "Gli uomini non capiscono un cazzo, parte prima": generalizzire è sbagliato, sfogarsi è cosa buona è giusta.
Generalizzare sarà anche sbagliato, tutti gli stronzi me li becco io però.
Ti sei preoccupata di mandare tutta una serie di messaggi subliminiali in sequenza per fargli capire che:
a) Non sei una di quelle che parte a caccia del fidanzato solo perchè c'ha quasi trent'anni e ha paura di stare da sola.
b) Non sei affamata di sesso. O almeno non sei affamata di sesso e basta. Un po' si, ma non troppo.
c) Sei una "donna" dotata di un minimo di cervello, con cui si può conversare piacevolmente e di tutto, simpatica e alla mano.
d) Godi di buona salute e di un buono status sociale. Il che tra i primati rappresenta un vantaggio non indifferente nelle interazioni maschio-femmina.
"Mi piacerebbe vederti ancora!". Dico io, povera femmina ingenua.
"Anche io!" Dice lui, la sottospecie di ominide.
L'ominide ovviamente non si fa più sentire e usa la strategia del "Non apirò mai il messaggio che mi hai scritto su facebook, così pensarai che non l'ho mai letto e visualizzato", dimostrando così un quoziente intellettivo ancora inferiore alle mie già basse aspettative.
Io, che non ho mai elemosinato attenzioni a nessuno, di sicuro non le elemosino all'ominide con un quoziente intellettivo da ameba. Ma anche lasciar morire tutto così mi sembra stupido e io, di solito, sto bene attenta dal farmi contagiare dalla stupidità altrui.
Ogni tanto mi verrebbe voglia di scrivergli qualcosa, qualcosa che sia un concentrato di indifferenza e cattiveria, ma non so neanche io cosa.
Come dissi già in "Gli uomini non capiscono un cazzo, parte prima": generalizzire è sbagliato, sfogarsi è cosa buona è giusta.
Generalizzare sarà anche sbagliato, tutti gli stronzi me li becco io però.
giovedì 14 febbraio 2013
Quella maledetta parola che inizia con la lettera A.
Primo San Valentino da single.
Che a me di San Valentino non me ne è mai fregato un cazzo manco quando avevo il moroso, figuriamoci adesso.
Poco dopo essermi lasciata non vedevo l'ora di innamorarmi di nuovo. Inseguivo un'emozione che sentivo limpidamente dentro di me e che mi faceva stare bene.
Adesso, dopo una serie di esperienze e incontri non particolarmente felici, in alcuni casi del tutto inutili, quell'emozione non me la ricordo più.
Davvero, ci penso e ci ripenso, soprattutto la sera prima di andare a dormire.
Cerco calore e sento il vuoto.
Eppure, durante quelle due/tre settimane in cui ci speravo ancora, c'era questa canzone che per me era l'amore.
Perchè? Boh, non lo so.
Chissà quali strane associazioni incosce ci sono sotto.
Beh. Questa per me è una canzone da ascoltare con gli occhi chiusi.
Per assaporare meglio la musica?
Perchè chiudere gli occhi aiuta a lasciarsi andare?
No, perchè l'unghia oblunga del chitarrista non si può guardare. Fa schifo. Ma che è? Il plettro di scorta?
Adesso vado perchè mi aspetta Pippo, il mio affezionatissimo pupazzo. Ha la faccia un po' da pirla ma è tanto buono e caro. Stasera la passo con lui. Così non devo neanche perdere tempo per farmi la ceretta.
Che a me di San Valentino non me ne è mai fregato un cazzo manco quando avevo il moroso, figuriamoci adesso.
Poco dopo essermi lasciata non vedevo l'ora di innamorarmi di nuovo. Inseguivo un'emozione che sentivo limpidamente dentro di me e che mi faceva stare bene.
Adesso, dopo una serie di esperienze e incontri non particolarmente felici, in alcuni casi del tutto inutili, quell'emozione non me la ricordo più.
Davvero, ci penso e ci ripenso, soprattutto la sera prima di andare a dormire.
Cerco calore e sento il vuoto.
Eppure, durante quelle due/tre settimane in cui ci speravo ancora, c'era questa canzone che per me era l'amore.
Perchè? Boh, non lo so.
Chissà quali strane associazioni incosce ci sono sotto.
Beh. Questa per me è una canzone da ascoltare con gli occhi chiusi.
Per assaporare meglio la musica?
Perchè chiudere gli occhi aiuta a lasciarsi andare?
No, perchè l'unghia oblunga del chitarrista non si può guardare. Fa schifo. Ma che è? Il plettro di scorta?
Adesso vado perchè mi aspetta Pippo, il mio affezionatissimo pupazzo. Ha la faccia un po' da pirla ma è tanto buono e caro. Stasera la passo con lui. Così non devo neanche perdere tempo per farmi la ceretta.
venerdì 18 gennaio 2013
Gli uomini non capiscono un cazzo
Generalizzare è sbagliato.
Sfogarsi è cosa buona e giusta.
Ieri
Più tardi
Più tardi ancora (sunto di una conversazione su messanger)
E dopo una giornata come questa come mi dovrei sentire io?
Devo aggiungere altro?
Ah già, dimenticavo! GLI UOMINI NON CAPISCONO UN CAZZO.
Sfogarsi è cosa buona e giusta.
Ieri
Io: "Ma si può? Quell'altro dopo che mi ha lasciata si è messo subito insieme ad un'altra. Manco il tempo di elaborare il lutto..."
Lei (una mia amica): "Cosa vuoi che ti dica? Gli uomini non sanno stare da soli, si buttano tra le braccia della prima che incontrano."
Io: "Ma, ma..."
Lei: "Non ce ne sono di ma. Gli uomini non capiscono un cazzo"
Più tardi
Lei: "Ma ti pare che tutte le volte gli devo ricordare che mi deve dare i soldi per le spese delle casa?"
Io: "Tesoro... me l'hai detto tu che gli uomini non capiscono un cazzo"
Lei. "Hai ragione, cosa parlo a fare io?"
Più tardi ancora (sunto di una conversazione su messanger)
Io (triste, depressa e sconsolata. Incazzata pure): "Alla fine il modo in cui io percepisco te è completamente diverso dal modo in cui tu percepisci me. Tu fai un po' parte della mia vita. Io non faccio parte della tua"
Lui (tipo che mi piace, fidanzato. Non con me): "Lo sai quanto ti voglio bene... e poi percezioni diverse possono portare a obiettivi comuni"
Io: "Si, ed è ingiusto"
Lui. "Posso chiamarti?"
Io: "No"
Lui: "Non appena ci rivedremo ti ripagherò di tutto..."
Io (in uno slancio di gioia): "Davvero???"
Lui: "Si, inzierei concentrandomi sulle tette..."
E dopo una giornata come questa come mi dovrei sentire io?
Devo aggiungere altro?
Ah già, dimenticavo! GLI UOMINI NON CAPISCONO UN CAZZO.
Iscriviti a:
Post (Atom)

