lunedì 3 marzo 2014

"Sono fuori, sono, sono fuori

Come gli agricoltori quando raccolgono i pomodori
Sono fuori, sono, sono fuori.
Come un vaso di fiori signore e signori"

Li conoscete gli Articolo 31? E l'album "Così com'è" del 1996?
No?
Peccato.
Io quell'album lo conosco a memoria e fa venire in mente un periodo particolarmente felice della mia vita: la seconda media.
All'epoca ero una ragazzina di dodici anni allegra e spensierata.
Più o meno.
Diciamo che c'erano alti e bassi.
Forse più bassi che alti.
Forse sarebbe più veritiero dire che era una merda totale.

All'epoca non sapevo proprio che cazzo avrei fatto della mia vita.

"Ah LiLLy! Perché invece adesso che sei all'alba dei trenta, lo sai vero?"

No, non lo so, ma da allora ad oggi c'è una grandissima differenza da tenere in considerazione

"Beh cazzo, adesso che sei una donna matura, sicuramente ci avrai guadagnato in consapevolezza"

Certo, adesso sono una donna molto più consapevole. Consapevole della situazione di cacca in cui mi ritrovo.
All'epoca quel tipo di consapevolezza non ce l'avevo. Ero convinta che a trent'anni avrei avuto una famiglia e un lavoro con cui potermi esprimere e realizzare come donna. Nel frattempo cazzeggiavo.
Alla fine ero solo una ragazzina scipita come un cocktail allungato, il cui il massimo del divertimento era partecipare a festicciole organizzate a casa tra amiche.  Festicciole rigorosamente vietate ai maschi.

"Vietate ai maschi? Come mai? Perché tu e le tue compagne di classe eravate così sessite e pudiche?"

Veramente non eravamo nè sessite, nè pudiche. E le feste allora non è che fossero proprio vietate ai maschi.
Erano loro che non ci volevano venire.
Gli uomini allora non ci cagavano di striscio.
Una volta un tizio pluribocciato, dall'aspetto più simile a quello di un trentenne che non a quello di un sedicenne, prese una cotta per una mia coetanea.
La cosa finì molto presto quando il tizio in questione, dopo aver spiato l'oggetto del desiderio nello spogliatotoio della palestra, capì che quel flirt non s'aveva da farsi.
Il motivo lo scoprimmo anni dopo:
"Oh si, lei era tanto, tanto carina. E dolce, ma proprio dolce. Ma ragazze quando ho visto che c'aveva i peli sotto le ascelle sono rimasto traumatizzato"

E già.
Perché noi all'epoca (almeno, noi della mia classe, già per quelle di altre sezioni non posso mica garantire, anzi...) mica stavamo lì ad infighettarci. Era già tanto se ci facevamo i peli sulle gambe.
Noi si studiava.
Si passavano i pomeriggio all'oratorio.
O a casa di amiche.
Col cazzo che andavamo a ballare sul cubo in discoteca la domenica pomeriggio: con le facce disperate che c'avevamo dipinte in faccia i butta fuori c'avrebbero guardato con compassione e poi spedite in edicola a comprare le figurine.
Il massimo della vita era andare in panificio a prendere un pezzo di pizza da gustare con un buon Estathé d'annata.
D'annata perché, se ci guardavi, la data di scadenza poteva riservarti delle grandissime sorprese.
Oppure andare a passeggio per raccogliere un particolare tipo di ghianda che una volta passata sulle palpebre lasciava un colore grigio metallizzato. Roba che nemmeno certi ombretti della Pupa.
La pazzie più totali consistevnoa nello scolarci qualche sorso di birra, nel fumarci qualche sigaretta.
O nell'andare a vedere gli Articolo 31 al quadrifoglio di Garbagnate Milanese, appunto.
Non ci facevamo nemmeno le canne perché avevamo paura di fare la stessa fine di Christiane F, pensate un po' che tristezza.
Tutto il resto era un'accozzaglia di grandi mah e boh, conditi dalla speranza che forse un giorno, i ragazzi avrebbero incominciato a cagarci.
Era una piccola vita, da piccola ragzzina di provincia.
Ma almeno c'era la speranza.

Quindici anni dopo. I grandi boh e mah sono diventati enormi e mastodontici vuoti esistenziali. Il lavoro e i diritti basilari legati al lavoro (e non solo) sono andati beatamente a farsi fottere.

Forse, ma forse, le differenze sostanziali tra la me stessa di allora e quella di oggi sono tre:

1) Adesso mi depilo regolarmente. Con la sola eccezione della stagione invernale, perché la gamba, si sa, va lasciata al maggese per almeno sei/sette mesi all'anno.
2) Se qualcuno mi dovesse offrire una canna non la rifiuto di sicuro. E, visto che non trovo lavoro, sto seriamente pensando di  intraprendere la carriera di drogata.
3) Gli uomini mi cagano. Certo, di solito lo fanno per incasinarmi. Per shackerarmi l'anima. O per farmi buttare via buona parte del mio preziosissimo assegno di disoccupazione comprando pillole anticoncezionali che mi sregolarizzano il ciclo e test di gravidanza che costano quanto i miei ovuli, caso mai mi dovesse venire l'insana idea di metterli sul mercato.

Insomma. Dodici anni per sempre.
Qualcuno m'ha detto che sono ancora un bruco che aspetta di diventare farfalla.
Secondo me un bruco che rimane un cazzo di bruco per trent'anni andrebbe segnalato all'Epa come il pesce pluriocchiuto del film dei Simpson.
E ad ogni modo, chi cazzo me lo fa fare di diventare farfalla che tanto quelle schiattano dopo due giorni?

8 commenti:

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  2. Che dire mi sono fatta due risate per il tuo spirito incazzoso, il resto te l'ho scritto nella email.
    Un abbraccio non mollare non mollare

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    1. Non mollo, non mollo, ma l'è dura!

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  3. Maremma solo il tuo modo spiritoso di giocare con la vita la dovrebbe dire lunga su come sei cambiata o come sei sempre stata!!
    Te ragazza mia non sai che fortuna abbiamo avuto ad aver la possibilità di scegliere. Sì, scegliere di essere come volevamo essere e di fregarcene se il mondo là fuori (dei prepotenti o degli acritici fruitori del "così si deve fare se no sei un fallito")era controtendenza!!Sì, chi ieri accettava una canna o si depilava le ascelle non è mica detto che ora a trent'anni abbia fatto più strada di te...la metto così anche se io penso che ognuno ha un cammino proprio da percorrere e nessuno può dire se è giusto o sbagliato, ma solo lui può decidere dove impostare la rotta.
    Belli gli Articolo 31...descrivevano la realtà così com'era e non è sempre facile.
    Io dei tre punti che hai scritto tu non ne avrei messo neanche uno pubblicamente...siamo diversi ed il mondo è bello perché è vario (talora anche avariato!:))
    Non perderti d'animo, non guardare sempre gli altri per svalutarti, tu vali molto a prescindere e devi crederci a sta cosa dal profondo del cuore!
    Poi sfido un vero uomo a dirti non ti voglio perché non ti sei depilata....quella ragazza ci ha solo guadagnato...uomini veri per donne vere...l'apparenza crea un barlume di realtà, ma noi vogliamo vivere nella vera realtà!!
    Un abbraccio...a star lontane ci deprimiamo!:(

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  4. Ah talora perdiamo talmente tanto tempo a credere di voler diventare qualcosa che non ci accorgiamo che lo siamo già!!

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    1. E lo so tesoro, io me ne sbatterei proprio i coglioni di tutto e di tutti, che a me del "si fa così, non si fa così. Questo è figo, questo no" non me ne può fregare una beata minchia.
      Il fatto è che mi guardo attorno e mi accorgo che qualcuno qualcosa ha costruito.
      Io anche ma ad un livello più "intimo" e profondo. Meno visibile diciamo.
      Arrivata a tren'anni vorrei raccogliere qualche frutto e non stare a guardare mentre mi uccidono i sogni. E mi incazzo ancora di più perché alla fine la prima cazzona sono io che "sta a guardare e besta".
      Ma basta avercela con me stessa va là. passerà anche la fase scazzo. Meno male che tra poco ci vediamo!

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  5. oh ma il bruco fa una vita della madonna: mangia e caga e dorme al calduccio delle foglie. Cavolo glielo fa fare di diventare farfalla e spatasciarsi dopo 30 secondi contro un parabrezza?

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    1. Ah ah ah!!! Grande Eli!!! Mangiare, mangio. Il mio intestino funziona alla stragrande anche senza bisogno di bifidus e dormire...beh. dormo come un neonato (solitamente dopo le due di notte però). mi manca però il sentirmi una donna con la D maiscola, cazzarola!

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